
Mi pare sia una solita legge all’italiana: a fronte di alcune cose buone, il testo presenta mancanze, dimenticanze, palesa una scarsa conoscenza della realtà montana nazionale e manifesta verso di essa ben poca sensibilità. Difetti che, nel complesso, rischiano di rendere inefficaci anche i «passi avanti» proposti.
Al riguardo mi trovo molto d’accordo con il comunicato che la Cipra Italia – delegazione italiana della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi – ha emesso, che riporta le considerazioni sulla legge di Vanda Bonardo, presidente di Cipra Italia; lo vedete lì sopra (cliccatelo per scaricarlo in pdf). Soprattutto concordo su quanto rimarcato circa la sostanziale mancanza di una chiara visione sull’assetto istituzionale dei comuni montani: è la solita e ormai cronica mancanza di rappresentatività politica delle montagne e delle loro comunità, che evidentemente continuano a essere considerate dalle istituzioni come territori e cittadinanze di secondaria importanza, non meritevoli di una strategia di sviluppo strutturata e realmente efficace nonché ritenute incapaci di gestire la governance delle proprie montagne.
Tutto molto significativo, emblematico e d’altro canto per nulla nuovo, ribadisco.
Alla politica italiana, che governa le istituzioni pubbliche, delle montagne non interessa granché, e tanti dei problemi che oggi affliggono le comunità di montagna nascono proprio da questa trascuratezza di ormai lungo corso. Ne siano consapevoli, quelle comunità e, per quanto possibile, agiscano di conseguenza.

Ciao Luca,
l’attenzione della politica verso la montagna si risveglia solo quando l’interesse economico è preponderante.
Ho da poco letto su “primabergamo.it” che il 15 luglio la Giunta di Regione Lombardia ha approvato e finanziato con quasi 14 milioni di euro il progetto per unire i comprensori sciistici di Piazzatorre e Monte Torcola, in Alta Val Brembana, senza farsi mancare il solito pizzico di greenwashing con un programma di destagionalizzazione e valorizzazione del turismo lento ed enogastronomico.
Un altro sperpero di denaro pubblico a favore dell’accanimento terapeutico nei confronti dello sci sotto i duemila metri di quota!
Mi piacerebbe che gli stessi soldi venissero investiti nella sanità pubblica, dove, per un semplice esame diagnostico, si devono attendere le idi di marzo del prossimo anno…recente esperienza personale!
Grazie per l’attenzione e buona giornata.
Simone
Ciao Simone,
esatto, guarda caso pure a me è toccato constatare come attualmente (non) funzioni la sanità italiana. Del caso di Piazzatorre ne riparlerò a breve perché è certamente tra i più emblematici della situazione che descrivi anche in forza di ciò che è Piazzatorre, località che soffre in maniera evidente la carenza di servizi di base e di beni ecosistemici a favore dei residenti ma, evidentemente, non se ne vuol rendere conto.
Grazie e buona giornata!