Una nuova strada per i Piani d’Erna, sul Resegone: opera necessaria o fonte di degrado?

La conca prativa dei Piani d’Erna, ai piedi della seghettata cresta sommitale del Resegone, domina dai suoi 1300 metri di quota la città di Lecco, alla quale è vicinissima e dal cui centro è facilmente raggiungibile tramite funivia nonché, con i mezzi pubblici, senza usare l’auto.

Ex stazione sciistica, priva di collegamenti stradali e perciò meta di un turismo dolce lungo tutto l’anno, è ora interessata dal progetto di una nuova strada agro-silvo-pastorale promosso dal Comune di Lecco, la cui notizia ha subito acceso un animatissimo dibattito.

Per alcuni è un’opera necessaria che rende Erna indipendente dal funzionamento della funivia e ne può agevolare lo sviluppo turistico, per altri la strada rappresenta un pericolo concreto per la salvaguardia della località, delle sue peculiarità così speciali e per lo stesso sviluppo del turismo dolce che la contraddistingue.

In questo articolo su “L’AltraMontagna” ho riassunto lo stato di fatto della questione, cliccate sull’immagine per leggerlo. Siccome credo che molti di voi conoscano i Piani d’Erna e ci siano saliti almeno una volta, a piedi o in funivia, rimanendo affascinati dall’amenità del luogo, che ne pensate al riguardo?

5 pensieri riguardo “Una nuova strada per i Piani d’Erna, sul Resegone: opera necessaria o fonte di degrado?”

  1. Ciao Luca,

    la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni: le “buone intenzioni” sono quelle del comune di Lecco, in “inferno” ambientale spero non si trasformino i Piani d’Erna!

    Al di là delle vacue parole della politica, per un reale turismo consapevole e sostenibile il territorio deve godere di manutenzione ordinaria, non subire devastazioni straordinarie, come la realizzazione di una nuova strada che andrà sicuramente a degradare l’ecosistema boschivo che attraverserà, sia in fase di costruzione, sia nella successiva fase di fruizione, soprattutto da parte di veicoli a motore, autorizzati o meno (chi avrà il compito di controllare?).

    Mi considero un regolare frequentatore dei Piani d’Erna, sia in passato come sciatore in erba, quando la neve naturale era abbondante e duratura, che oggigiorno come “escursionista dell’ora legale”. Per me è una pessima sensazione immaginare il Sentiero Natura percorso da rombanti e inquinanti moto da cross, in particolare nella zona sopra il Passo del Cammello, oppure i prati delle vecchie piste da sci trasformati in parcheggio per mezzi fuoristrada e auto 4×4.

    Speriamo che durante lo studio di fattibilità emerga qualche ostacolo insormontabile, ad esempio di tipo idrogeologico, che suggerisca l’abbandono del progetto per la nuova strada agro-silvo-pastorale: è pura utopia?

    Grazie per l’attenzione e buona serata.

    Simone

    1. Ciao Simone,
      al netto che il progetto della strada per Erna è ancora tutto da verificare, e idem le reali motivazioni (che io e alcuni altri crediamo di aver inteso ma dobbiamo verificare le nostre ipotesi), per esperienza ormai acquisita so che la politica è spesso talmente incompetente da elaborare progetti e delibere piene di errori, omissioni e mancanze, dunque facilmente impugnabili. Solo che ci vogliono dei tecnici, anche e soprattutto dal punto di vista giuridico e dunque legale, che sappiano cogliere gli errori e agire di conseguenza. Un po’ come si è fatto per il Lago Bianco al Gavia, in pratica. Vedremo per Erna gli sviluppi futuri, e come eventualmente muoversi.
      Grazie, e buona giornata!

  2. grazie Luca per la precisa esposizione del problema.Vorrei solo aggiungere che ho da poco percorso il tracciato realizzato ( ma solo con ruspe…) al tempo della costruzione della funivia e forse ripercorso ( ma sempre con ruspe) pochi anni fa per altri interventi.

    Il tracciato così come è davvero difficoltoso, con una pendenza molto elevata e con ghiaccio, neve o semplicemente fango diventa impercorribile e sicuramente saranno necessari molti tornanti. Un tratto é caratterizzato da terreno franoso. Il costo di studio, realizzazione e manutenzione sarebbe certamente elevato. ( Costerebbe certamente molto meno un utilizzo di elicotteri in supporto a eventuali problematiche di residenti, possessori di seconde case e turisti.) Evitando le spese per la strada ( e la sua costosa manutenzione, oltre al ripristino successivo agli altri eventi atmosferici estremi che stanno segnando gli ultimi anni…) l’amministrazione comunale di Lecco potrebbe investire sull’aumento del numero delle corse della funivia a vantaggio di tutti. E se dovesse proprio essere realizzata la strada l’ utilizzo dovrebbe essere legato a rarissimi casi di necessità. Piani d’ Erna ridotta a parcheggio sarebbe un vero omicidio ambientale oltre che un suicidio turistico ed economico.

    1. Ciao Ruggero,
      ottime osservazioni, hai pienamente ragione su tutto. Temo di contro che chi per primo non ti (ci) darà ragione è la politica che propine tale progetto. Se gli rimarchi il rischio che i Piani d’Erna si tarsformino in un parcheggio ti danno del pazzo, ti dicono che non sarà così, che diffondi cose false, che tutto sarà regolamentato. Poi, passa qualche anno, l’interesse sulla questione cala, il regolamento viene modificato e finisce che Erna diventa veramente un parcheggio. Circostanza accaduta in molte altre località alpine, come sai bene, nelle quali in presenza di opere simili si era giurato e spergiurato che tutto quanto sarebbe stato controllato, proibito, sanzionato… e alla fine l'”impossibile” è diventato realtà. Il nocciolo della questione non è tanto la strada in sé quanto la sua gestione, ovvero la politica che la deve gestire. Della quali, ahinoi, in Italia non ci si può fidare.
      Grazie delle tue considerazioni!

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