
I fascisti in Italia si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti.
(Mino Maccari citato da Ennio Flaiano, 1972.)
Dopo i comunisti, quelli che sopporto meno sono gli anticomunisti.
(Sergej Dovlatov, 1979.)
Ovvero, le affinità elettive (termine quanto mai proprio, in questo periodo) delle “ideologie politiche”. O di ciò che ci viene fatto credere tale e che in verità è tutt’altro, e ben più vacuo – soprattutto dalle nostre parti.
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