La sQuola e il BurIan

Sarà, ma a me la decisione di tenere le scuole chiuse per maltempo, così solite e tipiche delle nostre italiote parti, mi pare una scempiaggine pari a quella di continuare a chiamare “Burian” un vento che si chiama Buran.

B-U-R-A-N, senza quella “i”!

Il diritto allo studio scolastico e alla frequentazione ordinaria di un luogo deputato ad esso, per principio non deve essere mai negato – semmai soltanto in occasione di eventi climatici realmente eccezionali (e non è affatto il caso di questi giorni) o altri gravi impedimenti – prevedendo per le circostanze come quella attuale attività didattiche alternative per gli studenti che possano essere presenti in modo da non danneggiare quelli che effettivamente non lo possono essere. È un principio tale e quale a quello – ribadisco, metaforizzando –  per il quale nessuno può negare il moto di un vento che giustamente soffia dove e come vuole nonostante quelli che nemmeno sanno come si chiami realmente. Ecco, sovente ho l’impressione che forse nemmeno quelli che impongono certe decisioni sanno veramente cosa significhi “scuola”, né tanto meno quanto sia necessaria l’educazione ai più naturali seppur fastidiosi disagi.

Be’, a questo punto speriamo non torni l’era glaciale, altrimenti ci ritroveremo una società di analfabeti ignoranti!

(L’immagine in testa al post è tratta da Roma Today. Cliccateci sopra per leggere l’articolo correlato.)

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6 pensieri su “La sQuola e il BurIan”

  1. Ma se questa mattina ci fosse stato il traffico giornaliero dei genitori che accompagnano sarebbero successi tantissimi incidenti. Alle nove mi trovavo a Montemario e francamente era molto difficile e pericoloso procedere, malgrado le gomme tecniche.

    1. Ciao Guido!
      Vedi, comprendo bene che in tali condizioni sia pericolo mettersi in auto, tuttavia trovo inaccettabile correlare lo stato delle strade con la chiusura delle scuole. La scuola deve essere sempre aperta, non credo che tutti i docenti e tutti gli studenti ci arrivino coi mezzi pubblici nelle varie scuole della città – e peraltro mi hanno detto, ad esempio, che la metro tutto sommato ha viaggiato senza troppi problemi. Altrimenti, in base allo stesso principio, dovremmo chiudere tutti gli uffici pubblici? Se un ospedale ha buona parte dei medici che abita lontano da esso e si mette a nevicare, chiude? E, per essere del tutto franco, a mio modo di vedere l’importanza “pubblica” di un istituto scolastico non è affatto secondaria rispetto a quella d’un ospedale.
      Questo, almeno, è ciò che penso io. Ribadisco: accetto e comprendo tutte le rimostranze di segno opposto, ma certe decisioni mi sembrano veramente prese con una leggerezza esagerata. Sarà che a certe condizioni estreme sono abituato… 😀
      Grazie del tuo commento, Guido, e buona serata! 😉

      1. Comprendo quello che dici, ma Roma è un vero delirio quando ci sono le entrate alle scuole, e non tutti sanno guidare in condizioni di neve, non siamo in montagna. Sarebbe stato molto pericoloso, molti incidenti. Un conto sono le scuole, un altro servizi come autombulanze, pompieri, medici, persone che prestano un servizio indispensabile. Considera che pur essendoci poche macchine, ne ho viste parecchie perdere il controllo. Poi, il diritto allo studio è sacrosanto, ma per un paio di giorni… secondo me, meglio stare al sicuro. Un saluto.g

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