Può esistere il residente di una città per il quale la città stessa non abbia alcun segreto? Forse sì, ma nel caso sarebbe una condizione piuttosto triste, anche se non mai come la condizione contraria, assai diffusa oggi, ovvero dell’abitante della città (ma ciò vale per qualsiasi territorio più o meno urbanizzato/antropizzato) che da essa è scollato, che in essa vive in uno stato di sostanziale anomia, generando una situazione simile a quella teorizzata da Marc Augé con i suoi ormai celeberrimi non luoghi.
In verità, al contrario, la città è il luogo per eccellenza, ed è a suo modo un’entità viva, una creatura urbana dotata d’una propria personalità, anima, spirito oltre che d’una particolare foggia ed estetica. In quanto tale, è pressoché inevitabile che non conservi nelle sue pieghe architettoniche e urbanistiche, ovvero nella sua storia e pure nella più ordinaria realtà quotidiana, zone segrete che qualsiasi suo vero abitante dovrebbe cercare e trovare, o quanto meno dovrebbe esplorare per scoprire ciò che ancora non sa del luogo in cui vive – il quale, inevitabilmente, dei suoi abitanti influenza anche la personalità, così che una maggior conoscenza dell’ambiente urbano vissuto determina pure una più ampia consapevolezza di sé stessi in esso, oltre che senza dubbio un maggior (e indispensabile) senso civico.
Francesca Mazzucato compie tutto ciò in Bologna Segreta (Historica Edizioni, 2014, collana Cahier di viaggio), tornando nella propria città natale – lei che ora solo saltuariamente ci vive – per ri-trovare ed esplorarne nuovamente l’anima urbana, identificando luoghi, persone, cose e circostanze che più di qualsiasi “ovvio” monumento artistico e architettonico possano non solo tracciare un identikit tanto alternativo quanto approfondito della città, ma rivelandone peculiarità e virtù meno conosciute o più ignorate se non, appunto, segrete…
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Sembra un paradosso ma spesso la propria città la si conosce meno di un turista.
Verissimo, hai assolutamente ragione. E, io credo, non si può dire di conoscere il mondo se non si conosce cosa si ha appena fuori casa – una mancanza, questa, che riscontro in parecchia gente, purtroppo.
Ciao Orso Bianco! 🙂
Ciao