Perché io scrivo? Confesso di non saperlo, di non averne la minima idea e anche la domanda è insieme buffa e sconvolgente.
La grandezza e la lucidità intellettuale di Flaiano non avrebbero bisogno di alcun commento, ma giusto per cercare di renderne l’imponenza, riporto quanto scrisse nell’articolo Sui colli di Roma pubblicato sull’Espresso del 28 giugno 1970, quantunque riprendendo a memoria parte di una precedente affermazione di Giacomo Devoto: “Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.”
Ed era il 1970, appunto…
Flaiano è uno dei grandi eredi Marziale.
Concordo! Uno dei grandi e (purtroppo, almeno al momento) ultimi eredi.
Ciao, e grazie! 🙂
Aveva capito perfettamente che razza di strumento di consenso ( e di degrado ) poteva rappresentare la televisione : i valori sostituiti dal consumo , l’essere con l’apparire . Un acume premonitore non riducibile a vaticinio ma a consapevolezza .
Grazie
leopoldo attolico –