Ricordate Un giorno di ordinaria follia? In quel celebre e bel film del 1993 diretto da Joel Schumacher, Michael Douglas interpretava William Foster, un perfetto uomo medio che, assillato e depresso da piccoli/grandi problemi quotidiani, familiari in principio e poi “sociali”, perdeva la testa trasformandosi in uno spietato assassino. Con tutti i distinguo del caso, la protagonista del romanzo di Daniele Borghi, L’altra vita di Emma (Fernandel) è una sorta di William Foster in gonnella: donna di mezz’età, si muove ormai come un’estranea in un mondo quotidiano che le soffoca la vitalità tra un matrimonio ormai esaurito nel suo senso classico e una monotonia giornaliera popolata da persone false e ostili…
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Interessante citazione di un romanzo giallo e breve ma intrigante recensione.
Sono molti gli autori che meriterebbero una maggiore attenzione ma alla fine sono letti e conosciuti da una ristretta cerchia di conoscenti,
Ricordo di aver letto pochi mesi fa un romanzo giallo di una signora non giovane di Ravenna, Romana Morelli e il suo Irminsul, che ho travoto stupendo. Se non fosse stata per un’amica comune, non l’avrei mai letto.
Grazie, Orso!
E’ vero, siamo sempre lì a martellarci (non dico cosa) sulla solita questione: autori bravi e sconosciuti, autori mediocri e celebrati. E temo che solo noi lettori abbiamo la possibilità di ribaltare quella equazione, perché a quanto pare gli editori di “matematica letteraria” ne masticano sempre meno – anzi, siamo franchi: non gliene frega nulla di masticarla, considerando certi libri editi e strombazzati come “capolavori”…
Grazie ancora, e ciao! 🙂
Luca
Quanto hai ragione, Luca!
Ciao
Gian Paolo