Mi rattrista molto leggere della scomparsa di Alberto Magnaghi, una delle figure italiane più importanti negli ambiti di ricerca, studio e divulgazione dei temi del paesaggio, che ebbi la fortuna di incontrare e conoscere – l’ultima durante un bel seminario in Valle Imagna sul tema del “Riabitare le Alpi” organizzato dal locale Centro Studi. La sua idea di «coscienza di luogo» è tra quelle che, fin da quando la conobbi e studiai, mi ha maggiormente ispirato e che trovo tra le più significative da proporre e sviluppare nelle discussioni e nelle pratiche di interazione con i territori, i luoghi e i loro paesaggi. Un’idea, peraltro, sempre più necessaria per favorire e coltivare la salvaguardia collettiva dei territori in cui abitiamo e ridar loro la doverosa e più compiuta dignità politica, a fronte di frequenti iniziative – di certa “politica” ma nell’accezione più bassa possibile – così incoscienti del valore culturale dei luoghi e del paesaggio da risultare drammaticamente dannose non solo per gli spazi che le subiscono ma pure per chiunque li viva, stanzialmente o saltuariamente.
Rip.