
Ecco la recensione di Cercasi la mia ragazza disperatamente pubblicata dal blog letterario Polvere alla Polvere, senza dubbio uno dei migliori e più seguiti del web in quanto a libri e cose affini. Ringrazio Yami, che ha letto e recensito il libro, e Liyanin, curatrice del blog.
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Enjoy!
Tag: recensione
François Barcelo, “Agénor, Agénor, Agénor e Agénor”
Senza dubbio un bel personaggino, François Barcelo… Dopo una lunga carriera in ambito pubblicitario che lo porta a raggiungere la carica di vice-presidente della Walter J. Thompson, ai tempi la più grande agenzia pubblicitaria del mondo – con, facile immaginarsi, la relativa agiatezza economica, influenza sociale, potere industriale e quant’altro di correlabile… – pianta lì tutto quanto per dedicarsi alla scrittura… Di un siffatto personaggio non si può che ipotizzare a tal punto una notevole vérve vitale, e dunque uno come Barcelo non poteva che inventarsi un romanzo d’esordio veramente vulcanico quale è appunto Agénor, Agénor, Agénor e Agénor, uscito nel 1981 e ora pubblicato in Italia dall’Editrice Il Sirente (con traduzione di Simone Benvenuti)…
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Tom Robbins, “Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi”
Mi verrebbe quasi da cominciare questo resoconto di lettura (e di chiuderlo, sostanzialmente) di Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi (Baldini Castoldi Dalai editore) in un modo tipo “Ok, Tom Robbins, l’autore, è un pazzo!”; ma probabilmente sarei troppo tranciante, e suggestionante, visto l’accezione comune che al termine “pazzo” oggi viene conferita… Forse sarebbe meglio se lo definissi un eccentrico? Uno strambo? Beh, sia quel che sia, capirete già che, in ogni caso, non trovo proprio di doverlo definire uno scrittore troppo “normale” – anche perchè da sempre e ai giorni nostri ancor più, se c’è un ambito in cui è praticamente impossibile trovare un qualcosa di definibile come genio o, per essere meno sublimi, almeno creatività, quello è proprio la “normalità”…
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Castle Freeman, “Via con me”
Vi sono libri, a volte, che proprio non hai in mente di acquistare in libreria, nemmeno li conosci, poi passi tra gli scaffali e qualcosa di loro ti attira: la copertina, il titolo, oppure ti metti a leggere la quarta di copertina così, casualmente, e in qualche modo scatta un interesse tale che quel libro fino a quel punto ignoto te lo porti a casa…
Eppoi vi sono libri, a volte, che li puoi leggere con tutto l’impegno di questo mondo ma nulla, non ti prendono, non ti coinvolgono proprio e magari nemmeno comprendi perché: sono ben scritti, la storia è carina, i personaggi gradevoli ma nulla, niente da fare. Altre volte, invece, vi sono libri che già dopo una pagina e mezza ti hanno “tirato dentro” le loro pagine, ti hanno ammaliato e appassionato, al punto che ti resta in mente quasi ogni parola letta, e la stessa mente ne elabora il loro senso insieme al desiderio di continuare quanto prima la lettura…
Ecco, Via con me, di Castle Freeman (Marcos Y Marcos, con ottima traduzione – una garanzia, visto chi la firma – di Daniele Benati), è uno di quei libri…
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Gordon Houghton, “L’apprendista”
La morte, la terribile e spaventosa nera Signora con la falce, la cui iconografia incute terrore in chiunque… Macché! Semmai un tipo smilzo, ossuto, dal colorito pallido e dai radi e ispidi capelli neri riportati sulla nuca, che gira su una scassata e arrugginita Mini Metro color beige, e la cui agenzia di terminazioni ha sede non in qualche scenografico, lugubre maniero da film dell’orrore ma in un’anonima palazzina di due piani sita in una città inglese di provincia – Oxford, per la precisione – nella quale vive insieme, ovviamente, agli altri Cavalieri dell’Apocalisse…
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