Abusate di “sostanza” stupefacente! A Milano, con Gérard Rancinan, alla Triennale fino al 27/05.

Sì: sostanza stupefacente, ovvero la realtà parallela e strabiliante che riesce a costruire Gérard Rancinan nelle sue immagini. Geniale, visionario, provocatore, elegantissimo tanto quanto dissacrante: forse mai nessuno come lui ha saputo unire l’estetica assoluta di certa arte rinascimentale con quella contemporanea di gergo e derivazione pubblicitaria, elaborando immagini dall’equilibrio complessivo che lascia veramente stupefatti e, parimenti, di sostanza comunicativa lucida, sagace, e sovente disturbante. Il tutto senza mai perdere di vista l’eleganza generale della composizione, appunto, curata maniacalmente come, io credo, ben pochi artisti “veri” – o presunti tali, dacché di contro, tutt’oggi, molti non considerano la fotografia una forma d’arte – sanno (ancora) fare.
Guardare il mondo con gli “occhi” – ovvero con le immagini – di Rancinan è come vederne la realtà in modo multidimensionale. Come se del mondo ci comparisse davanti, inopinatamente, non solo ciò che possono vedere gli occhi, ma pure ciò che osserva la mente, il cuore, l’animo e lo spirito, l’inconscio e il subconscio – e molto altro di altrimenti invisibile – in un compendio del bello/sublime kantiano mirabilmente applicato alla fotografia quale arte contemporeanea “perfetta” per la rappresentazione della realtà e delle sue etiche/estetiche, siano esse virtuose o degenerate.

Insomma: il vero reato è non abusare con gli occhi delle sue immagini: se avete la possibilità di recarvi a Milano entro domenica 27 Maggio, visitate la Trilogia dei moderni, la personale di Rancinan alla Triennale. Vedrete: esiste ancora qualcuno, a questo mondo – e soprattutto nel mondo dell’arte – capace di lasciarvi facilmente a bocca aperta.
Cliccate sull’immagine dell’opera di Gérard Rancinan (Batman Family (girls), 2011) per visitare il sito web del fotografo, oppure cliccate sul logo della Triennale di Milano per visitare nel sito della stessa le pagine dedicate alla mostra e conoscere ogni informazione utile alla visita.

Galleria Brerauno, Corbetta, presenta “Mash up”, personale di Paolo Gonzato, dal 17/03 al 15/04

Paolo Gonzato vive e lavora a Milano, dove si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha lavorato con gallerie italiane e straniere ed istituzioni museali. Recentemente ha partecipato a progetti per la Biennale di Venezia 2009 per la dodicesima Biennale di Architettura e per la Biennale di Berlino.
Tra i promotori di molti non profit-run space come M.A.R.S., ha partecipato a varie residenze; l’ultima, quella di Fiorucci Art Trust, a Stromboli: ha tenuto diversi workshop, come quello al Museo MAGA e ha curato numerosi progetti artistici.
Interessato al design, è stato scelto dall’Associazione Governativa Nipponica JAPAN BRAND per la progettazione e realizzazione di lavori che coinvolgono le loro piu alte capacita storico-artigianali.
Nel lavoro di Gonzato l’errore diventa una risorsa e il difetto un “plus”, così, le sue strutture, precarie e prossime al collasso, comunicano uno stato di precarietà tramite l’uso di materiali effimeri.

(Da www.festivalartecontemporanea.it)

Brerauno Arte Contemporanea presenta Mash up, mostra personale di Paolo Gonzato. Sala delle Colonne, Palazzo Municipale di Corbetta, Milano. Inaugurazione: sabato 17 Marzo, ore 18.00. La mostra sarà aperta dal 17 Marzo al 15 Aprile.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Brerauno e avere ogni ulteriore dettaglio sull’evento.

“Peau d’âme”, personale di Anna Madia. Wannabee Gallery, Milano, 01/03 > 13/04/2012

C’era una volta una splendida fanciulla. Per sfuggire alle mire del re, suo padre, che la voleva in moglie, chiese in dono regali impossibili: un vestito del colore del sole, della luna e del tempo. Accontentata nelle sue prime richieste, domandò una pelle d’asino, con la quale si coprì, rendendosi irriconoscibile e sporca. Solo nei giorni di festa indossava gli abiti da principessa e venne scoperta da un giovane principe che la sposò, con la benedizione del genitore, ormai guarito dall’insana passione.
Dalla fiaba di “Pelle d’asino” (Peau d’âme) Anna Madia trae ispirazione per i suoi nuovi lavori. Non c’è la volontà di illustrare la storia, ma un sentimento lirico liberamente interpretato e il desiderio di indagare con gli strumenti dell’arte i temi psicologici affrontati nel racconto. Da cui il titolo della mostra, Peau d’âme, ovvero “pelle d’anima”, per sottolineare il legame con il testo letterario e la tradizione folkloristica, ma anche il preciso intento di cogliere determinati aspetti di ricerca spirituale e introspettiva. […] Per questa nuova serie di lavori, Anna torna felicemente alla pittura ad olio su tela, abbandonando l’acrilico su tavola. Le tinte sono più liquide e a tratti evanescenti. La caratterizzazione psicologica è fortissima, il viso e i suoi dettagli espressivi costituiscono il centro della composizione. L’artista fa posare modelle dal vero, spesso amiche francesi o conoscenti, con le quali abbia un minimo di relazione e confidenza, per meglio coglierne lo spirito.

(Da “Peau d’âme”, Vera Agosti, 2012, ediz. Wannabee Gallery)

Peau d’âme, mostra personale di Anna Madia. A cura di Vera Agosti. Da giovedì 1 Marzo dalle ore 19.00 fino al 13 Aprile 2012 alla Wannabee Gallery, via Massimiano 25, Milano.
Cliccate sull’immagine dell’opera (Pelle d’Asino, 2011, olio su lino, cm.170×200) per visitare il sito web della galleria e conoscere ogni utile informazione sull’evento.