Avevo una moglie, un letto caldo. Le donne gobbe, signore, hanno un temperamento duro, ma volevo Julia così tanto che mi distesi sul tappeto erboso bagnato e lo scavai col mio corpo. Solo l’uomo può essere così perverso, come il diavolo o la letteratura.
(Andrzej Żuławski, C’era un frutteto, Alpine Studio, 2013, pag.184. Traduzione di Marina Fabbri)
Se così è, se la letteratura perverte l’uomo come lo sa fare il diavolo attraverso la passione amorosa, beh… Mi auguro si diventi tutti quanti bramosamente, perversamente, diabolicamente lettori di libri.
QUI potete leggere la recensione al romanzo di Żuławski, ergo: buona lettura, in ogni senso.
Sempre più incuriosito…
Ciao Francesco!
E’ un bel personaggio, Żuławski, te lo assicuro! E questo è, attualmente, l’unico romanzo rintracciabile in Italia: https://lucarota.wordpress.com/recensioni/andrzej-zulawski-cera-un-frutteto-alpine-studio/
Entro l’anno dovrebbe uscirne un altro, ma certamente già “C’era un frutteto” ti fa capire bene stile, idee e visioni dell’autore…
Grazie dei tuoi commenti! A presto!
Luca