Ansel Adams: quando la fotografia dice tutt’oggi ciò che molti non sanno dire…


Se la fotografia di paesaggio oggi ha un senso, e se in molti buoni casi quel senso assume pure connotazioni artistiche, è grazie all’opera di alcuni grandi fotografi del passato come Ansel Adams, a mio parere tra i maggiori in assoluto.
Di contro, per lo stesso motivo vedo spesso in circolazione molte opere fotografiche spacciate per mirabili e innovative, quando invece non fanno altro che ribadire – certo con materiali e tecnologie contemporanee – cose già fatte in passato, e probabilmente pure fatte meglio. Il senso estetico diffuso non può prescindere dalla sua stessa storia e dalle origini che lo hanno generato e plasmato, e ciò vale per le espressioni artistiche come per ogni altra cosa. Ci sono in giro immagini formalmente assai belle, ma che al di là di tale formalità non dicono molto, proprio perchè altri hanno già detto. Non è un caso che, nella fotografia artistica, oggi, solo una minima parte delle immagini in circolazione rappresentino (in senso classico) paesaggi… Fortunatamente altri ancora (non tanti, ma ci sono) sanno ancora dire cose interessanti, e proseguire il discorso artistico che maestri come Adams hanno avviato e/o reso profondo di senso e di sostanza.
Mi auguro che la mostra sull’opera di Ansel Adams svoltasi a Modena qualche mese fa possa essere riproposta, dalle nostre parti: per quanto sopra è (sarebbe) bellissima e assai didattica, appunto. Nell’attesa, cliccando sull’immagine qui sopra (The Tetons and the Snake River, 1942) potrete visitare il sito web ufficiale dedicato all’arte fotografica di Ansel Adams: una conoscenza imprescindibile, per ogni appassionato di fotografia o d’arte, e non solo.

2 pensieri riguardo “Ansel Adams: quando la fotografia dice tutt’oggi ciò che molti non sanno dire…”

  1. Hai notato come ora, oltreoceano, vadano di moda le onde scattate con tempi lunghi, ND graduati, al tramonto, con scogli in primo piano e linea costiera che guida l’occhio? Conosco decine di autori i cui lavori possono essere tranquillamente copie dello stesso RAW sviluppate in modi diversi. Come dici giustamente, sono tecnicamente perfette, ma dopo i primi due o tre OOOOHHHH ti rendi conto di star guardando sempre la stessa solfa.
    Ricorda un po’ la discografia di alcuni gruppi speed metal, sentite le prime canzoni e rimasto esterrefatto dalle scale in 64ine a 255 bpm ti rendi conto che a quelle velocità c’è spazio solo per la tecnica, e non per l’anima. E così sono quelle foto, tanta gente così impegnata a non farsi attaccare dal punto di vista tecnico, da dimenticarsi che un bell’errore al posto giusto crea la storia.
    Si dice che una stampa fatta bene, fatta da maestri, non debba mai avere punti di nero pieno e punti di bianco puro. Mi sbaglio o gran parte dell’opera del maestro Adams invece ha proprio tali contrasti estremi? (compresa quella del tuo post, tra l’altro).
    Fortunatamente, tanti fotografi che ancora riescono a trasmettere qualcosa, sono tutti concordi nell’usare lo stesso adagio: Impara le regole, e poi infrangile.

    Un saluto!

    1. Marco, grazie di cuore innanzi tutto per il tuo commento!
      Concordo in pieno con quanto dici: è vero, le regole sono fatte per essere infrante! E il paragone che fai con lo speed metal, oltre che essere azzeccato, mi pare riveli comuni passioni musicali!
      Sai, io sono un profano di tecnica fotografica: mi sono appassionato alla fotografia arrivandoci dall’arte contemporanea, e dunque mi viene per “istinto” di cogliere le sensazioni e gli eventuali messaggi che un’immagine mi può rivelare, più che la perfezione e la capacità tecnica con la quale è stata creata. E, posto ciò, giungo alle tue stesse opinioni, e all’impressione su che circolino tanti copia-incolla delle stesse immagini, con inevitabile “effetto-presepio” finale: vista una, viste tutte!
      Forse, appunto, troppi fotografi, potenzialmente bravissimi, conoscono troppa tecnica e poca storia; ma oggi, quando ormai la fotografia, dopo lunghi anni di sguardi storti, è stata ormai accettata nel prestigioso club dell’arte contemporanea, occorre che sappia dimostrare di essere anche creativa, oltre che tecnicamente ineccepibile. E, come dici tu, la creatività è spesso rivoluzionaria, e deve infrangere le regole sussistenti…
      Grazie ancora per il tuo commento! Un saluto!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.