Francesco Lussana: l’arte è lavoro, il lavoro è arte

L’artista Francesco Lussana ha utilizzato, come mezzo espressivo, l’attività di un’industria bergamasca, la Reepack, facendo in modo che sia molto difficile distinguere la frontiera che sta tra un’azione creativa e la vita del mondo lavorativo, tra il fine della commissione mercantile e il fine della produzione di natura artistica. (…) Lussana inserisce nella sua opera il lavoro di altri. Dà rilievo alle forme ignorate. Tratta col mondo industriale, con la produzione in serie. Riprogramma strutture, attingendo a un repertorio di forme che non sono considerate «opere d’arte». Cerca di infrangere il diaframma tra la fiction di un’azione artistica e il tempo della quotidianità. La decontestualizzazione è un simulacro di qualcos’altro, è una cornice della cornice. Forse è solo un’ulteriore declinazione del rovesciamento tra realtà e rappresentazione.
(Giuseppe Dell’Alto, L’Eco di Bergamo, 13 Gennaio 2012)

E’ uso comune, nel commentare l’attività di un artista ovvero nel presentare le sue opere, parlare di lavoro. “Il lavoro dell’artista…”, “I nuovi lavori presentati…” e così via. Però, soprattutto dalle nostre parti, il termine “lavoro” viene più comunemente associato ad una attività di produzione di beni d’uso comune, più che a quella di creazione di opere d’arte. Ancor più, per tradizione nostrana, storia, cultura, convenzione, molto spesso “lavoro” è sinonimo di produzione industriale metallurgica: il lavoratore è, prima di ogni altra cosa, l’operaio della fabbrica, non certo l’impiegato di banca o l’autista di tram, tanto meno l’artista.
Ma nell’opera artistica di Francesco Lussana, le varie declinazioni – tradizionali e alternative – del termine “lavoro” trovano un (quasi) inaspettato e notevole incontro. Lussana lavora e nel lavorare crea arte, facendo dell’arte stessa un “lavoro” nel senso più pieno del termine, non soltanto in quello pratico, materiale. Non solo: dei due termini, “arte” e “lavoro”, amplia il senso, le accezioni e il valore assoluto, ricuperandone sotto molti aspetti la nobiltà intrinseca, oggi molto spesso travisata e offuscata.
Tra il lavoro che nobilita l’uomo, e la bellezza (dell’arte, qui) che salverà il mondo, Francesco Lussana ci invita a riscoprire, o forse meglio sarebbe dire ri-comprendere, quella virtuosa capacità che l’essere umano possiede quale sublime unione tra intelletto e manualità che è il creare. E lo fa’ attraverso lavori artistici (definizione assolutamente consona, come ormai comprenderete bene) intensi e affascinanti. Da conoscere.

Cliccate sull’immagine dell’opera per visitare il sito web di Francesco Lussana e averne ogni informazione biografica, artistica e critica.

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