
Meno male che, appunto, non guardo la TV generalista o leggo i giornali: la mia indisposizione verso la categoria temo raggiungerebbe limiti fisiologicamente insopportabili.
Tutto ciò mi diventa ancora più evidente in montagna, ambito anche più complesso di altri da gestire che di conseguenza rende viepiù palese l’inadeguatezza della classe politica e dirigente – a volte non per malizia, altre volte mi pare di sì – e i danni cagionati inesorabilmente più gravi. Nonostante lassù si potrebbe pensare di poter trovare degli amministratori più edotti a quella complessità e più sensibili al peculiare contesto montano. Invece no, nemmeno in quota.
Ma come può essere che il paese abbia lasciato che un po’ ovunque al suo governo finisse una categoria di persone di così infimo valore politico? Com’è stato possibile?
In casi simili si usa dire che la classe politica di un paese è lo specchio fedele della società civile che la vota e quel paese abita. È veramente così? C’è da pensare tanto male degli italiani e della loro cultura civica?
Forse sì, io spero ancora di no. E mi chiedo cosa ci sia da fare affinché al governo del paese, dagli ambiti locali fino a quello nazionale, possa tornare una classe di persone competenti, capaci, dotate di buon senso, di visione, di onestà intellettuale, spessore etico e morale…
Forse è chiedere troppo, in questo nostro tempo presente così alienato e sovente brutale nel quale l’incompetenza, quando non l’ignoranza bella e buona (che, sia chiaro, è cosa indipendente dai titoli di studio), fa curriculum e consente carriere fulminanti fino ai massimi vertici del potere. Di contro, invece, non è mai troppo chiedere che, vista tale situazione, ci si curi mooooolto meno di questa risma di politici e si ricominci a coltivare con impegno, noi tutti dal basso, il senso civico collettivo, la coscienza politica compiutamente democratica, le pratiche di cittadinanza attiva, la socialità alla base delle relazioni condivise, la sensibilità e la cura verso i luoghi che abitiamo e i paesaggi dei quali siamo parte… si ricominci a essere comunità civile vera, insomma. Se sapremo fare questo, be’, credo che la nascita di una nuova classe politica ben migliore di quella attuale sarà una conseguenza naturale. In caso contrario, le lamentazioni inerti verso i soggetti che detengono oggi il potere politico restano nient’altro che una manifestazione di complicità e connivenza, magari involontaria ma non per questo meno disgraziata.
P.S.: non che la classe politica di decenni fa fosse tanto migliore, sia chiaro; non avremmo quella attuale, altrimenti. Probabilmente era più brava a tenere nascoste le proprie mancanze.