Qual è il lago più alto delle Alpi? (Un post per “geonerd”!)

[Immagine tratta da mountainfieldguide.com.]
Forse ci sono appassionati di montagne e di vagabondaggi per cime e valli alpestri come me che si saranno chiesti, qualche volta, quale sia il lago alla quota più alta delle Alpi. E tra gli appassionati di montagne credo proprio ci saranno molti che, come me, siano pure degli appassionati di cartografia e mappe geografiche: personalmente è una passione che ho avuto fin da piccolo, probabilmente “attaccatami” dal nonno materno che aveva una collezione di vecchie carte dell’IGM e di altri editori cartografici sulle quali passavo interi pomeriggi bambineschi fantasticando di esplorazioni su e giù per i versanti alpini e di scoperte favolose in stile “leggenda della valle perduta” della tradizione walser.

Peraltro, quando ho poi cominciato a vagabondarci veramente per vette e valli, è un’abitudine che ho mantenuto e che ritengo del tutto fondamentale al fine di conoscere i luoghi nei quali si cammina, per questo in grado di assicurare fin dal primo passo un grado relativo di sicurezza che nessuna applicazione gps contemporanea potrà veramente fornire. Il fatto che oggi la geografia, e dunque anche l’uso delle carte geografiche, siano così in declino spiega le frequenti notizie di escursionisti smarriti e recuperati dal Soccorso Alpino anche in territori “facili” e ricchi di georeferenze in grado di orientare il cammino – ma ciò solo se riconosciuti, questi punti georeferenziali, attraverso una carta geografica, appunto.

Fatto sta che ancora oggi mi perdo spesso e volentieri nell’esplorazione delle carte che si trovano sul web, ad esempio quelle offerte dal mirabile sito della Carta Nazionale Svizzera – altra cosa che molti appassionati di montagna certamente conoscono. E, tornando al tema di questo post, ovvero alla domanda su quale sia il lago all’altitudine più elevata delle Alpi – un “record” in effetti interessante ma quasi mai considerato – sulla carta svizzera fino a poco tempo fa pensavo di aver trovato una buona risposta.

A ovest del Biestchhorn, secondo me una delle cime esteticamente più belle delle Alpi (la vedete nell’immagine in testa al post) ma dal maggio scorso celebre soprattutto perché dai suoi fianchi si è staccata la valanga di ghiaccio e roccia che ha sepolto e distrutto il villaggio di Blatten, nella Lötschental (Cantone Vallese), tra la quota 3408 e la sommità denominata Schafbärg, in una conca post glaciale con sbocco a meridione, ho notato un piccolo bacino lacustre innominato, lungo poco più di 50 metri, largo 30 e con una circonferenza variabile tra i 150 e i 250 metri, posto a circa 3150 m di quota. Lo vedete nelle immagini della carta e satellitare qui sotto:

Ma ho continuato il mio vagabondaggio geo-cartografico, nel dubbio che vi fosse qualche altro bacino lacustre ancora più elevato. E c’è, infatti.

Sul versante sud del Monviso, in un circo post glaciale nel vallone delle Forciolline, tributario del più esteso vallone di Vallanta che a sua volta confluisce nella Valle Varaita all’altezza della frazione Castello di Pontechianale, si trova il Laghetto del Quarnero, che prende il nome dal ghiacciaio che prima occupava la conca e ora ridotto ad alcune placche ricoperte da massi – come peraltro accaduto agli altri apparati glaciali del versante meridionale del Monviso. Misura 130 per 70 metri circa, una circonferenza intorno ai 330 metri ed è situato a 3260 metri di quota, cento metri più alto del laghetto dello Schafbärg prima citato: dunque potrebbe essere il bacino del Quarnero a darmi la risposta migliore alla domanda iniziale e a risultare il lago più elevato delle Alpi. Lo vedete nelle immagini sottostanti:

[Foto di iamdanyparol, tratta da www.gulliver.it.]
Ora però occorre una precisazione. Qualcuno, infatti, potrebbe aver letto di un “lago” che nelle ultime estati si forma in una depressione del Glacier du Géant all’ombra della cresta rocciosa delle Aiguilles Marbrées sul Monte Bianco, a poca distanza dal Dente del Gigante ma pure dalla stazione di arrivo di Punta Helbronner della funivia Skyway che sale da Courmayeur. Il bacino, che vedete nella foto qui sotto, si trova a circa 3400 metri di quota ma è da considerarsi totalmente effimero, essendo in pratica un accumulo di acqua di fusione glaciale generato da condizioni meteoclimatiche particolari: per questo non è indicato sulla cartografia e di conseguenza non può essere contemplato quale lago “vero”, almeno per il momento. Un domani chissà, vista la rapida evoluzione degli effetti della crisi climatica; di sicuro la sua presenza pur aleatoria, se da un lato affascina, dall’altro inquieta parecchio.

[Foto di Alessandro Munier, tratta da aostasera.it.]
Nelle Alpi la presenza di laghi permanenti oltre i 2700 m di quota è cosa rara e, personalmente, non mi sembra di aver mai visto o trovato altri bacini lacustri a a quote maggiori di quelle sopra considerate. Ciò ovviamente al netto di quei bacini chiaramente “effimeri” che si formano per periodi limitati in forza di particolari condizioni ambientali e climatiche, quindi non considerabili come “laghi” veri e propri; d’altro canto bisogna denotare che tanti bacini lacustri sono e/o stanno ormai diventando “effimeri” anche a quote inferiori e in ambienti assai meno estremi, sovente in forza delle variabili idrologiche dettate dalla crisi climatica in corso: si pensi al rinomato Lago Azzurro di Motta e alle sue vicissitudini idriche degli ultimi anni, ad esempio.

Forse qualcuno di voi che frequenta spesso le montagne, durante una delle sue uscite, ha visto o trovato bacini lacustri che non fossero mere pozze post-pioggia o di fusione glaciale oppure altro di ancora più effimero a quote ancora più elevate?

[Foto di Piero Gritti/Obiettivo Orobie, www.pieroweb.com.]
A questo punto qualcuno magari si starà chiedendo quale sia invece il bacino lacustre artificiale più elevato delle Alpi.

Di frequente il Lago Venerocolo, situato in Val d’Avio ai piedi della parete nord dell’Adamello (nell’immagine qui sopra), è considerato il più alto lago artificiale delle Alpi, visti i suoi 2540 m di quota. In Alto Adige/Südtirol c’è tuttavia un lago identificabile come “artificiale” in quanto chiuso da un piccolo sbarramento in pietra e terra (in pratica un rialzo artificiale della sponda lacustre naturale) risalente addirittura al 1869: è il Lago Nero Piccolo/Kleine Schwarzsee sopra l’abitato di San Martino di Monteneve/St. Martin am Schneeberg, in Val Passiria (lo vedete nell’immagine sottostante), realizzato per azionare gli elevatori delle cisterne, le macine per la frantumazione dei minerali e gli impianti di lavaggio della zona mineraria sottostante, attiva nell’Otto/Novecento e definitivamente chiusa nel 1985, il quale si trova a 2650 m di quota. Oggi ha una reale funzione idroelettrica, visto che le sue acque alimentano una piccola centrale al servizio del sottostante Rifugio Monteneve/Schutzhütte Schneeberg.

[Foto di Luca Ianeselli, fonte it.wikiloc.com.]
Tutto ciò anche per rimarcare quante scoperte interessanti si possano fare grazie alla semplice lettura delle carte geografiche, veri e propri libri che raccontano i territori rappresentati e il loro paesaggio sia nello spazio che nel tempo. In fondo le mie fantasmagoriche esplorazioni cartografiche fanciullesche continuano ancora oggi, e non affatto intenzione di smettere con questa mia passione.

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