Entro in una libreria di catena, come faccio quando voglio vedere dal vivo qualche libro che credo mi possa interessare – sì, conservo ancora questo gusto, forse un poco maniacale, apparentemente inutile – per poi ovviamente acquistarlo dal mio piccolo libraio di fiducia. E’ sera, c’è poca gente – beh, come sempre peraltro. Mi dirigo verso uno degli scaffali di mio interesse (non è quello dei best seller, per la cronaca), volto l’angolo della sala e vedo che lì, proprio davanti a quello scaffale che voglio ispezionare, c’è Mario Giordano che sta presentando un suo libro davanti a una dozzina di persone. D’un tratto, un bambino che s’affaccia dall’altra parte della sala osserva la scena e subito si mette a piangere sonoramente e con impegno notevolissimo, tanto che i genitori sono costretti a trascinarlo via e ad uscire dalla libreria.
Me ne esco anch’io, parecchio irritato.
Proprio davanti a quello scaffale, doveva piazzarsi?