Un prete spretato senza più fede che crede di ricevere messaggi spaziali inviati da civiltà aliene, lasciato dalla moglie dacché ad ella ha preferito un orso devoto ma che si chiama Satan (Satana in lingua inglese) che imita le gestualità rituali di tutte le maggiori religioni e che sa stirare le camice e servire cocktails; poi un paio di bizzarre amanti, un altro paio di squinternati capitani di mare, un venditore di saune finlandesi nel Sud del Mediterraneo… Elementi buoni solo per un libro inevitabilmente strampalato, senza dubbio, se non fosse un libro di Arto Paasilinna! E Paasilinna è Paasilinna, non serve dire altro!
Per disquisire su Il migliore amico dell’orso, ennesima opera del celeberrimo scrittore finlandese pubblicata da Iperborea (a sua volta celeberrima, ormai, in tema di letteratura scandinava! – edizione con traduzione e postfazione di Nicola Rainò: tit.orig.Rovasti huuskosen), potrei assolutamente limitarmi a quella netta affermazione appena scritta; oppure rimandarvi alla lettura di tutti i post che ho dedicato ad Arto Paasilinna e alla sua opera letteraria… Ovvero, potrei una volta ancora rimarcare le principali peculiarità del suo stile, così emblematiche per la definizione dell’intera cifra stilistica letteraria scandinava, della quale ho più volte definito Paasilinna – tanto sono in vena di ripetizioni, no?! – il principale e più indicativo esponente…
Leggete la recensione completa di Il migliore amico dell’orso cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!
Ok mi ci butto anch`io… dimmi però quale in assoluto ti è piaciuto di più e inizierò da quello… 🙂 grazie
Beh, per iniziare al meglio ti dico “L’anno della lepre”: è il romanzo più famoso di Paasilinna, ed è probabilmente l’opera che meglio esemplifica le peculiarità principali dello stile letterario scandinavo nonché gli elementi fondamentali di esso anche dal punto di vista sociologico e antropologico… Ed è moooolto divertente, per giunta!
Grazie di cuore a te, sono contento di averti interessato a tal punto! 🙂
A proposito di interesse: ho visto che hai pubblicato l’ultima parte del tuo “trattato” sulla città sotterranea: lo aspettavo, così da ricavarne un’unica stampata e un fascicolo che mi leggerò con tutta la dovuta e meritoria attenzione! Bellissimo lavoro, complimenti!
Accoglierò il tuo consiglio e quanto prima comprerò e leggerò “l’anno della lepre”, poi magari ti dirò. Per quanto riguarda me, beh… chiamarlo trattato è esagerato… però ti ringrazio. Aspetto che tu lo legga tutto così mi dirai se ti è piaciuto fino in fondo. Ciao 🙂
Massì invece che è un trattato!
A volte vedi certe cose che si fregiano di titoli pomposi tanto quanto immeritati (gente che definisce “saggio” 10 paginette copiate e ricolme di banalità…) mentre il tuo, pur “artigianale” che possa essere, mi pare certamente esaustivo del tema disquisito. So bene che si potrebbero scrivere decine di tomi sul merito, ma non penso tu volessi compilare un’enciclopedia sulle città sotterranee, semmai offrirne una visione storica – e di rimando pure sociologica e antropologica – d’insieme… E l’hai fatto bene, ribadisco! 🙂