Da tempo apprezzo parecchio Christian Caliandro, per le sue specifiche professionali nelle discipline artistiche, per gli articoli sulla carta stampata e sul web (Artribune, in particolare) e ancor più per la notevole capacità di lucida visione critica sulla nostra realtà contemporanea, spesso così profonda da travalicare i propri ambiti artistico-culturali “soliti” per divenire di respiro ben più ampio e generale.
Per tali motivi il suo ultimo libro Italia Revolution, posti i temi su cui disquisisce – compendiati in modo chiaro nel sottotitolo Rinascere con la cultura – e il relativo “progetto” che ne deriva, con il quale concordo supremamente, mi sembra una lettura del tutto consigliabile se non necessaria.
Così recita la presentazione del volume:
Siamo abituati a raccontare gli anni Ottanta come un periodo dominato dal glamour e dalla leggerezza. In realtà, è stato un decennio molto più pesante, duro e livido di quanto comunemente si pensi. Dalla diretta della tragedia di Vermicino alla nascita delle Tv private, nulla è più stato come prima: i processi di trasformazione, rimozione e riflusso si intrecciano e si sovrappongono, nascono i fantasmi che ci visiteranno nei successivi decenni. Il nostro Paese è quindi preda da almeno trent’anni di una forma di schizofrenia: si è raccontato un’altra verità, stretto nel conflitto generazionale tra i “vecchi” che avevano vissuto la ricostruzione e il boom e i “giovani” sessantottini, che di quei drammi e di quegli slanci non sapevano nulla ed erano cresciuti nel benessere. Oggi quindi – esattamente come nel secondo dopoguerra – il nostro Paese va ricostruito, riportando al centro la realtà: solo la cultura potrà dare origine alla grande rivoluzione di cui abbiamo bisogno.
Ecco. Un’acuta analisi degli ultimi trent’anni italiani, quelli probabilmente coperti dal processo di ignobile svaccamento (ovvero dal suo più drammatico acutizzarsi) al quale si è lasciata andare gran parte della società italiana a tutto vantaggio
degli affari loschi della classe politica e, di contro, a tutto svantaggio di quelle preziose peculiarità che avrebbero viceversa consentito all’Italia prosperità e posizioni di prestigio ben maggiori – la cultura in primis: veramente un tesoro immenso del quale poter beneficiare, e per il cui godimento occorrerebbe una vera e propria rivoluzione, appunto. Per rinascere, finalmente, ovvero per non soccombere, definitivamente.
Nota di merito finale – e ulteriore punto a favore del libro, peraltro – per il prezzo, finalmente ragionevole per un saggio di questa qualità.
Cliccate qui sopra, sulla copertina del libro, per conoscerne tutti i dettagli: è un testo da leggere, senza dubbio. Perché, visto come siamo messi, qui, sarebbe pure giunta l’ora, di diventare molto meno abulici e ben più rivoluzionari!
presto lo acquisterò.
mi ero appassionata già ai tempi di Italia Realoaded.
Sì, Caliandro è una certezza in tema di analisi acuta e sagace di argomenti e questioni culturali, dunque vai sul sicuro!
Grazie del tuo commento! 🙂
🙂