Giorgio Scerbanenco, “Nessuno è colpevole”

cop_nessuno_colpevole_ScerbanencoGiorgio Scerbanenco è il giallo italiano. Lo è non perchè l’abbia inventato, o perché abbia creato con i suoi libri uno stile peculiare rispetto ad altri già in uso – in effetti mi pare si sia sempre riferito al modello giallistico deduttivo anglosassone, nella sua scrittura – semmai lo è perché per il giallo italiano egli è stato un vero e proprio leader, una sorta di guida, una figura chiave che è divenuta effigie del genere stesso per la maggioranza del pubblico italiano. Chiunque abbia scritto romanzi gialli in seguito deve qualcosa a lui – e non tanto, lo ribadisco, dal punto di vista stilistico, quanto più per essere debitore dello “spirito letterario” che Scerbanenco ha saputo infondere nella sua opera, peraltro foltissima di titoli e non solo gialli.
Nessuno è colpevole (Sellerio Editore, 1° ed.2009) è senza dubbio un ottimo esempio della scrittura gialla di Scerbanenco: assolutamente ispirato dalla giallistica anglosassone, appunto, e non casualmente, credo, ambientata in una città americana (Boston, guarda caso la città più anglosassone degli USA) quasi a rimarcare la necessità di un richiamo a quella cultura e al mood generale che ne può derivare, ha però al contempo un quid di italianità coeva (siamo negli anni della Seconda Guerra Mondiale e del regime fascista, quando uscì il romanzo) che è già illuminante su quanto scriverà poi Scerbanenco negli anni successivi, in opere che faranno di Milano il centro del suo mondo letterario, non solo tematicamente ma anche dal punto di vista della rappresentazione sociale (e nell’idea di essa) che dalle storie narrate si può facilmente cogliere…

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Andrea Camilleri, “La concessione del telefono”

Acquistai questo volume direttamente nello stand della Sellerio al salone del Libro di Torino, chiedendo espressamente alla gentile mia interlocutrice dell’editore palermitano di consigliarmi un’opera di Andrea Camilleri – che non fosse della saga del Commissario Montalbano: ciò per non farmi influenzare dalla celebrità di essa e dalle suggestioni televisive della bella serie con Luca Zingaretti – che mi potesse far appassionare allo stile di scrittura dell’autore siciliano…
Comprenderete, con ciò, che già manifestavo una certa positiva predisposizione al godimento della letteratura di Camilleri, personaggio squisito che è un piacere ascoltare ad ogni sua ospitata televisiva per la simpatia e l’intelligenza che dimostra…

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Andrea Camilleri, “La rizzagliata”

Andrea Camilleri è Salvo Montalbano. Inutile dire come sia assolutamente stretto e pubblicamente riconosciuto il legame tra autore e personaggio, nel caso dello scrittore siciliano, anche grazie alla fortunata serie televisiva tratta dalle numerose storie scritte sul commissario di Vigata. E tuttavia viene quasi “difficile” iscrivere di diritto Camilleri nel club degli scrittori giallisti – come invece viene naturale fare con tanti altri, ad esempio un altro noto e simile “duo” come Simenon/Maigret – per come i suoi libri non siano semplici gialli, appunto, ma veri e propri romanzi nel senso più ampio del termine, autentiche e articolate narrazioni, storie che vanno spesso oltre la semplice trama poliziesca per tratteggiare tutta una scenografia geografica e umana stupenda per colpo d’occhio e raffigurazione letteraria, colorata poi con maestria rara se non unica nel romanzo italiano contemporaneo…

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