Noi esistiamo … Siamo ladri di idee e di immagini, di parole e di sogni, dentro un’umanità assetata di violenza. Recitiamo il diritto di praticare la creatività come decalogo di vita e di gioia, di grido e di dolore, di protesta e come atto di disobbedienza civile … L’arte è l’unica traccia del passaggio dell’essere umano sulla terra e si contrappone alla guerra e ai genocidi. Nando Snozzi
Se fino a qualche tempo fa scrivevo di Alex Dorici che era uno dei più interessanti giovani artisti ticinesi in circolazione, ora è necessario, anzi, inevitabile rimarcare come la sua attività artistica stia conseguendo un livello di consapevolezza creativa sociale, culturale e politica degna della più grande arte contemporanea. E ciò avviene sempre più perché il lavoro di Dorici assume in sè e su di sè il compito fondamentale che l’arte contemporanea deve avere, oggi: far pensare, smuovere le coscienze, sovvertire i luoghi comuni e le verità imposte per mostrare cosa ci possa essere d’altro e di meglio. Diventare, insomma, oggi più che nel passato, l’autentica (e forse sola) coscienza primaria della nostra civiltà, l’unico elemento capace di rappresentare, mostrare, indagare la realtà nella quale viviamo per aiutarci a comprenderla nel modo migliore possibile. E l’unica vera forza beneficamente esplosiva capace di contrastare l’implosione sociale postmoderna.
L’Artelier, spazio espositivo indipendente d’Arte Contemporanea in via Bossi 12 a Lugano, presenta dall’8 al 21 luglio 2012, con orari di apertura da giovedì a sabato, dalle 18.00 alle 21.00, o su appuntamento, la nuova esposizione personale di Alex Dorici, dal titolo Social implosion. La mostra, curata dall’artista in collaborazione con Michele Balmelli, propone una serie inedita di lavori recenti ed è interamente dedicata al tema del rapporto uomo-società.
Secondo Dorici, la situazione dell’uomo, che vive e lavora nella società contemporanea, è sofferente ed è quindi necessaria una reazione urgente da parte di tutti per risanare questa condizione. Gli scenari rappresentati sono quelli di un’umanità inconsapevolmente prigioniera di pochi, dove lo sfruttamento è una regola, la spinta al consumo di prodotti superflui è un’imposizione e l’inaridimento culturale è una costante. L’allestimento delle opere, volutamente vorticoso e dinamico in alcuni punti e rigidamente controllato in altri, vuole rimandare al senso diffuso di sovrabbondanza e tende a concretizzare la conseguente sensazione di smarrimento.
Tutte le opere esposte sono eseguite con la tecnica dell’incisione e i supporti usati sono molteplici, si va dalle piastrelle di ceramica, ai pannelli di legno, ai laminati, fino al muro stesso dello spazio espositivo. Sono presentate al pubblico un centinaio di piastrelle di piccolo e medio formato, a partire da 10×10 cm fino 30×60 cm, varie tavole di legno, da 50×30 cm a 200×80 cm, e un lavoro d’installazione.
La speranza è quella di riuscire a sollecitare una reazione, possibilmente quella di contrapporsi alla regola imposta e, quindi, sostenere chi, con forza e coerenza, affronta una vita dedicata alla disobbedienza civile per evitare l’imminente implosione della società. Il lavoro artistico di Dorici è frutto di un sano confronto politico, è costruito sull’impegno civile ed è frutto di una fine analisi critica della realtà.
L’evento di apertura della mostra è parte della manifestazione Open Gallery #3. Le gallerie d’arte e i musei della città di Lugano apriranno le porte al pubblico gratuitamente dalle 15 alle 21.30, permettendo così a tutti di scoprire i luoghi della città dove l’arte è protagonista e di partecipare ai numerosi eventi organizzati per l’occasione.
Social implosion, la nuova esposizione personale di Alex Dorici, è in Artelier, via Bossi 12, Lugano. Vernissage: domenica 8 luglio, dalle 15.30 fino a tardi, con musica di DJ Jesterwild. Cliccate sull’immagine dell’opera di Dorici per visitare il sito web dell’artista ticinese, oppure qui per visutare il sito web di Michele Balmelli, co-curatore della mostra e promotore di eventi d’arte contemporanea.

