Alla Sassella Sondrio fa il dito medio (di cemento e asfalto) a se stessa e al suo paesaggio

Intanto, a Sondrio, la politica locale continua senza sentir ragioni l’iter per il cosiddetto “svincolo della Sassella” (ne ho scritto più volte, qui), una delle “opere olimpiche” non realizzate per i Giochi con la quale si ritiene di migliorare la viabilità cittadina deturpando uno dei luoghi più belli di Sondrio, vero e proprio biglietto da visita storico-culturale per chi giunge dalla bassa Valtellina soprattutto grazie alla presenza del Santuario della Sassella, bene storico-architettonico medievale (ma di probabili origini ancora più antiche) identitario per i sondriesi, meta di una bella e abituale passeggiata dal centro cittadino, dalle cui mura il nuovo svincolo passerà a pochi metri. Circostanza, questa, che ha maturato il netto parere contrario all’opera da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio: «L’intervento è tale da incidere negativamente, in misura che rimane molto sensibile, sui valori paesaggistici espressi dalle presenze antropiche e naturali. L’introduzione del nuovo insieme di manufatti comporta un pesante aggravio della situazione esistente, in quanto produce la saturazione di un’area posta tra l’edificazione e il versante che ne mortifica le visuali e la percezione.»

[Un rendering dello svincolo per come apparirebbe dalla zona del Santuario, i cui primi muri vedete a destra. Immagine tratta da https://primalavaltellina.it.]
Un parere chiaro, inequivocabile, che avrebbe quanto meno fatto riflettere al riguardo ogni soggetto dotato di buon senso: ma ormai sappiamo che, quando vuole conseguire a tutti i costi i propri gretti scopi, la politica italiana se ne frega bellamente di tutto e tutti, buon senso incluso. Il problema del traffico della zona esiste e va risolto ma con logica, efficacia, attenzione, visione territoriale organica, non con un progetto banale fatto di slogan ideologici e qualche rendering strumentale, peraltro di pessima fattura. Un progetto, quello che si vuole imporre, il quale non risolverà un bel nulla ma sposterà solo il problema del traffico altrove lungo la SS38, ma con cui si decide di degradare una porzione di paesaggio locale fondamentale: grazie ai politici locali il nuovo biglietto da visita di Sondrio sarà fatto di cemento, asfalto, traffico più veloce di prima e più rumoroso, di mortificazione del paesaggio cittadino. Il tutto al costo (per ora) di 15 milioni e rotti di soldi pubblici, ovviamente. La “legacy olimpica”, già, pure questa.

[Lo svincolo della Sassella secondo Michele Comi.]
No: in questo modo, con queste iniziative, con un tale pensiero amministrativo, con cotanta assenza di cura per il territorio e di visione politica – qui nel senso più nobile del termine – la Valtellina continua a prendere a calci tanto il paesaggio locale quanto il proprio futuro. Non vi invidio, amici sondriesi, ma comunque vi auguro che possiate beneficiare di cose, opere, iniziative ben migliori e più vantaggiose per la vostra quotidianità nei prossimi anni. E ricordate: il paesaggio che abitate e vivete siete voi, quello svincolo ve lo stanno facendo addosso, sul vostro corpo cittadino, sulla vostra anima urbana. Sappiatelo.

L’orribile svincolo della Sassella di Sondrio, il menefreghismo e la condiscendenza

Bene: appurato che gli amministratori di Sondrio, in combutta con quelli “olimpici”, se ne fregano della bellezza, del valore culturale e della conseguente salvaguardia del loro paesaggio, e operano con impegno per degradarlo nonostante le parole inequivocabili della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio

L’intervento è tale da incidere negativamente, in misura che rimane molto sensibile, sui valori paesaggistici espressi dalle presenze antropiche e naturali […] L’introduzione del nuovo insieme di manufatti comporta un pesante aggravio della situazione esistente, in quanto produce la saturazione di un’area posta tra l’edificazione e il versante che ne mortifica le visuali e la percezione.

…ora la domanda è: veramente i cittadini sondriesi e valtellinesi sono disposti a lasciare che un luogo così bello, importante e identitario per il proprio territorio venga cementificato, mortificato, degradato e sostanzialmente distrutto pur di risparmiare qualche minuto di traffico?

[Immagine tratta da www.stefanoardito.it.]
P.S.: suggerisco ai suddetti amministratori pubblici sondriesi e olimpici, se veramente vorranno realizzare lo svincolo alla Sassella e già che saranno in ballo con i lavori, di apporre sulla rupe ove sorge il Santuario la scritta permanente a caratteri cubitali ben visibile dal nuovo viadotto «ME NE FREGO!», a ideale e consono suggello dell’opera.

P.S.2: viste le circostanze, non posso non (ri)citare uno altro valtellinese, Antonio Cederna, figura ben più grande e nobile di quelle suddette:

La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessa per l’affermazione della nostra dignità di cittadini, la lotta per il progresso e la coscienza civica contro la provocazione permanente di pochi privilegiati onnipotenti.

[In Salvaguardia dei centri storici e sviluppo urbanistico, “Casabella” n° 250, 1961.]