
Gli impianti e le relative piste formavano un piccolo comprensorio sviluppato tra i 1500 e i 1800 metri di quota, nato negli anni Cinquanta e già negli anni Ottanta in difficoltà per la scarsa altitudine, per l’esposizione sfavorevole nonché per altri problemi di sostenibilità economica (e non solo). Nel 2019, in un tentativo estremo di salvare il comprensorio, gli impianti vennero messi in vendita a 1 Euro: ovviamente l’offerta cadde nel vuoto.

Insomma, ottima notizia. A quando i prossimi smantellamenti?
Già, perché le montagne italiane sono ancora abbondantemente fornite di rottami sciistici d’ogni genere e sorta, in vari stati di abbandono e degrado: sono ben 265 – il Report “Neve Diversa” di Legambiente li elenca nel dettaglio. Ci sarebbe da intervenire al più presto su tutti questi ex impianti per restaurare i relativi versanti montuosi e agevolarne la rinaturalizzazione nonché la più adeguata e logica fruizione. Senza contare che ce ne sono molti altri ormai prossimi alla chiusura definitiva e che di contro, purtroppo, certi enti locali stanno finanziando nuovi impianti sciistici in territori e a quote dove ben difficilmente si potrà ancora sciare nei prossimi anni. Saranno altrettanti prossimi rottami, questi nuovi impianti, in futuro da smantellare quasi sicuramente a spese dei contribuenti. A meno che quegli enti locali rinsaviscano dalle loro inquietanti mire e spendano il denaro pubblico a disposizione per interventi ben più sensati e vantaggiosi per le montagne e le loro comunità tra i quali, ribadisco, la rimozione dei vecchi impianti sparsi un po’ ovunque.
Che dite, lo capiranno quegli enti pubblici e i loro reggenti? Oppure, per un (piccolo) comprensorio smantellato ce ne ritroveremo dieci nuovi di zecca a spese nostre (e delle montagne), pronti ad arrugginire tra pochi anni?


Ciao Luca,
ho letto su “Valsusaoggi.it” del 7/6/2025 che a Cesana Torinese, al posto della vecchia pista da bob olimpica, gli amministratori locali hanno rispolverato un “interessante” vecchio progetto per la realizzazione di uno ski dome per lo sci indoor. Investitori privati dovrebbero spendere almeno 50 milioni di euro per demolire in toto il rudere olimpico e per costruire la nuova inutile cattedrale. Secondo il sindaco la struttura sarà poco impattante visivamente perché interamente coperta da manto erboso, sarà alimentata da energia elettrica 100% rinnovabile proveniente dalla costruenda centrale idroelettrica, recupererà l’acqua utilizzata per l’ innevamento artificiale e potrà appoggiarsi ai mille posti letto previsti nel futuro Club Med di San Sicario…non so se ridere per i soliti sciocchi proclami o piangere per l’ ennesimo scempio che si vuole realizzare in ambiente montano in un paese che non arriva a 900 abitanti!
Grazie per l’ attenzione e alla prossima.
Simone
Ps. Il sindaco è Mario Mazzoleni: visto il cognome avrà parenti tra Colere e Lizzola🤔?