
La politica nazionale che fa, al riguardo? Nulla, d’altro canto non può intervenire in un’iniziativa privata, è già troppo impegnata nell’intervenire sui servizi pubblici chiudendo scuole e ambulatori medici o tagliando i trasporti. Può mica fare tutto lei, eh!
E come faranno dunque gli abitanti dei piccoli comuni montani con i propri conti bancari, che per giunta spesso non possono gestire nemmeno on line vista la scarsa qualità delle connessioni web in montagna?
Be’, possono sempre darsi al baratto oppure andare a vivere in città, no!
Come dite? Ma in questo modo la montagna si spopola ancora di più? Eh, meglio, così ci sarà più spazio per costruire infrastrutture turistiche e meno proteste al riguardo. Alé!
«La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane» recita l’articolo 44 della Costituzione italiana. La montagna è l’unico territorio del nostro paese menzionato nella Carta costituzionale. Deve essere stato chiaramente un errore.
bravo Luca
avanti così
Ogni tanto leggendo i Suoi articoli oltre ad indignarmi per quanto capita mi chiedo se prima o poi assisteremo ad una grande rivolta popolare a favore della difesa delle ns Montagne
Sarebbe bello potervi assistere
Io ne farei parte …..
un cordiale saluto
Giulio
Caro Giulio, sinceramente non credo molto nelle rivolte, almeno non qui da noi. Non siamo un paese che sappia elaborarle al meglio, oggi ancora più che in passato.
A meno che si giunga a livelli di esasperazione tali da renderle inevitabili: ma è forse più efficace lavorare sulla consapevolezza diffusa, oggi spesso mancante anche quando si protesta per qualcosa, la cui somma poi generi quella massa critica capace se non di influire sulle scelte dei soggetti privati, almeno di mettere pressione su quelle della politica. La quale è sempre troppo svagata in tali circostanze, ed è anche per questo che poi accadaono cose del genere.
In fondo è un dovere e pure un diritto che tutti abbiamo, essere veramente consapevoli di ciò che accade al mondo in cui viviamo e del quale siamo parte, che dobbiamo mettere in atto.
Vediamo di lavorare tutti insieme al riguardo!
Grazie ancora, Giulio, e buona giornata!
Ciao Luca,
senza andare troppo lontano, a Carenno a inizio secolo c’erano due sportelli bancari, anche se quello ubicato nel palazzo del comune aveva più la funzione di esattoria; nel 2025 è rimasto solo l’ufficio postale, che funziona a singhiozzo e che, nonostante la recente ristrutturazione, non è ancora stato dotato di sportello automatico per prelevare la pecunia.
Per non parlare delle frazioni montane di Calolziocorte (Sopracornola, Rossino e Lorentino) che, sebbene non situate a quote altimetriche da nevi perenni, di servizi ne godono con il contagocce. Intesa Sanpaolo potrebbe considerare Calolziocorte un comune di montagna e, di conseguenza, chiudere la propria filiale presente nella cittadina; però, almeno al livello del lago, le alternative concorrenziali non mancano, evitando così di passare al baratto…
Alla prossima lettura e buona serata.
Simone
Ciao Simone,
sì, la situazione è la stessa un poì su tutte le montagne italiane, più o meno elevate o isolate che siano. D’altro canto vedi che pure Calolziocorte sta perdendo ormai da anni vitalità urbana e sociale e di conseguenza qualità dei servizi di base presenti, nonostante abbia quasi 15.000 abitanti. A sua volta sta seguendo le dinamiche tipiche delle periferie cittadine, diventando una sorta di quartiere-dormitorio di Lecco interessante solo per dormirci, appunto, e la gran quantità di punti vendita della grande distribuzione presenti.
Grazie e buona giornata!