Il tempo. Qualcosa che noi uomini contemporanei, ipertecnologici e superemancipati, crediamo ormai di saper dominare perfettamente. Dimenticando tuttavia che tale dominazione in fondo è legata alla semplice esistenza di uno strumento di misurazione diffuso capillarmente e d’uso comune – l’orologio, certo – ma ciò non toglie che, senza di esso ovvero se in qualche modo ne fossimo privati, l’uomo contemporaneo ben difficilmente si potrebbe sentire un “dominatore” del tempo altrettanto sicuro di sé – a parte soltanto che per il ciclo notte/giorno, forse.
E se, al proposito, a sparire fosse un orologio di quelli strategici, di quelli la cui utilità è strettamente legata al luogo in cui si trova tanto da esserne un simbolo ineluttabile – l’orologio di una stazione ferroviaria, ad esempio, così emblematico nella sua funzione di misuratore del tempo “ufficiale” e pubblicamente riconosciuto al punto di essere così titolato anche al di fuori del luogo in cui è piazzato?
È quanto succede in Le cose dell’orologio, opera prima di Mario Borghi (Rogas Edizioni, 2016; prefazione di Gaia Conventi): un evento apparentemente senza troppa importanza, il furto dell’orologio di una stazione ferroviaria – peraltro un vecchio orologio bisognoso di manutenzione – ma che invece scatena il finimondo, nemmeno tale evento sancisca la perdita di controllo e di dominio del tempo, appunto, lasciando l’umanità locale nella più totale e cieca confusione cronologica…
(Leggete la recensione completa di Le cose dell’orologio cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)
la prefazione di gaia è un bel marchio di fabbrica. Veramente interessante è questo libro. Vale la pena di farci un pensiero.
Ciao Orso! Tutto ok? 🙂
Sì, la prefazione di Gaia fa già da sigillo di qualità. Poi, al solito, de gustibus non est disputandum… ma è certamente un’opera piuttosto originale e dunque, per questo, interessante.
Grazie e… ma non dovresti andare in letargo, in questo periodo? o.O 😀 😉
Si tutto bene 😀 Gaia non fa prefazioni qualunque.
Letargo? C’ero ma hanno reclamato a gran voce di svegliarmi 😀