
Settembre lo senti che è arrivato, più degli altri…
Il cielo non ride più sguaiatamente come solo un paio di settimane fa, l’aria ti scivola attorno indifferente quasi che abbia altro a cui pensare, gli alberi cominciano a prendere quell’espressione un po’ così, i campi non ansimano più come prima, l’acqua nei laghi e nei mari si guarda intorno un attimo indecisa, prima di frangersi sulle rive…
E’ come quando a una festa l’orchestra finisce di suonare, e si diffonde musica registrata: puoi continuare a ballare come prima, in effetti non è cambiato nulla, anzi, magari la musica è anche migliore (in effetti non che ve ne siano molte in giro, di orchestre non sguaiate…), però non è come prima. Forse meglio, appunto, può darsi peggio, ma comunque non come prima.
E ti metti a guardare l’orologio al polso, pensando: uhm, quasi ora di tornarsene a casa…