Poveracce, voi donne! Che sfortuna tremenda! Costrette ad avere a che fare con un genere maschile sempre più raschiante fondi di barile dai quali eleganza, garbo, cavalleria e galanteria sono svaporati da tempo, rimanendovi solo rozzezza e cafonaggine incrostate, e voi spesso ridotte a mero oggetto sessuale, indi disilluse servitrici casalinghe, eppoi meste (seppur consenzienti, mi auguro!) procreatrici di eredi che tali padri, tali figli, e ho detto tutto…
Poveracce al punto da ridurvi – non rare volte, e pur se apparentemente dotate di grazia – a orbe infatuate di ‘sta schiera di omuncoli, incapaci di comprendere che cavolo di coso vi tenete accanto e addirittura (mammamia!) convinte che sia pure un (perdonatemi il termine) “figo”!
Per carità. Fatemi dissociare da quella parte del mio stesso genere. Meglio.
Bravo
Grazie! E la penso sempre più così!