Il supernascondino, e altri giochi particolari…

…”Avete presente quando il ritrovamento in qualche armadio di casa d’un certo vecchio oggetto, il solo vederlo o riprenderlo in mano dopo tanto tempo, vi catapulta indietro agli anni in cui lo utilizzavate, o a quando ci giocavate se è un gioco, magari alla vostra infanzia, all’adolescenza, innescandovi tutto un bailamme nostalgico da farvi tremare d’emozione? Bene, a me non capita mai, e ritrovando nel guardaroba rimesso in ordine la scatola del Piccolo Chimico, nemmeno ricordavo più chi mai me l’avesse regalata, quando e per che occasione, e di sicuro neanche ricordavo d’averci mai giocato – da bambino preferivo a quasi tutti i giochi la lettura dei libri, e al limite i giochi me li inventavo in base al piacere ludico che in quel momento volevo provare: lo dico molto modestamente, io sono l’ideatore di supernascondino, detto anche “nascondino spaziale”, ovvero la versione extra-large del classico divertimento infantile all’aperto, che consisteva nel potersi nascondere anche a notevoli distanze dalla “base” nel mentre che colui che restava “sotto” doveva contare fino ad un numero stabilito dal lancio per 4 volte di un dado – quindi tra 1.111 e 6.666; si noti anche il valore didattico della cosa, dacché ai tempi molti bambini faticavano ancora a contare oltre il 20, figuratevi ad arrivare a 6.352 o giù di lì… – durando così ogni singolo round diverse ore; purtroppo, lo misi in pratica coi miei amici del tempo solo poche volte, per via di alcuni fraintendimenti tra noi stessi giocatori e per certi malintesi con i nostri genitori – in effetti fu colpa di mio cugino Convesso (cugino di terzo grado, ci tengo a precisarlo – sì, quello del fallito matrimonio brasiliano…), il quale prese troppo sul serio l’essenza del gioco e per nascondersi prese un bus a caso e finì in una borgata in collina a qualche chilometro dal nostro cortile: lo trovammo – beh, lo trovarono quelli della Protezione Civile dopo tre giorni, ancora infilato in mezzo alle fronde dell’albero sul quale si era nascosto, e quando i soccorritori lo invitarono a scendere lui, per tutta risposta, prese a tirar loro dei sassi e si mise a correre lungo la strada che scendeva verso casa urlando a squarciagola “Libero per me! Libero per me!”… I genitori, appunto, furono irremovibili, nonostante l’evidenza che la colpa non fosse del gioco in sé, il quale regolamento non poteva certo prevedere un esame di cretineria per chiunque volesse parteciparvi… Comunque inventai un sacco di altri giochi, open-air e indoor: il ping-pong-fu (versione del tennis tavolo ispirata ai film di arti marziali orientali), il bitennis, la palla-volo avvelenata, la maradona (una gara podistica sulla distanza di 42,195 km. travestiti da noto calciatore argentino in voga ai tempi e appesantiti come lui, se già pingui non si era… Avevo fin da allora la passione per la corsa, ma in ogni caso quelle gare finivano sempre prima del traguardo perché così travestiti svenivamo tutti dopo qualche chilometro per l’eccessiva sudorazione, per cui la cosa si rivelò un po’ troppo rischiosa)…”.

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Lavorare è dura…

“Mmm… Vediamo…
Ecco qua, “OFFERTE DI LAVORO”… – ho comprato un quotidiano, stamattina, per constatare cosa ci sia in giro di interessante sul tema…
Dunque… “Cooperativa di Boscaioli Etici ricerca taglialegna per ampliamento personale, no uso macchinari meccanici (motoseghe ecc.), richiesta buona esperienza nella pratica di arti marziali” (no, mai praticate arti marziali… Però, se un giorno potrò essere tra i primi colonizzatori di Marte, quando lassù l’uomo sarà sbarcato, mi piacerebbe fare il pittore, imprimere su tela i bellissimi orizzonti del pianeta… Praticherò arti marziane! Ehm… Vabé…).
L’Infiammato, casa di produzione di film a luci rosse, ricerca attori per ruoli di secondo piano; richiesta massima professionalità, minima propensione alla lamentela” (“ruoli di secondo piano”… Dunque non si potrà certo intervenire nell’ideazione delle sceneggiature… No, allora no!).
“Consorzio di ditte di costruzioni tradizionali in legno d’arredamento d’interni ricerca personale particolarmente sballato e con esperienza nella lavorazione industriale e artistica dei legnami. Rivolgersi a Stube-Facenti Spa” (no, mai lavorato il legno…).
“Avete serissimi problemi di natura finanziaria, legale, giudiziaria, e non sapete come risolverli? Primario ente di ricerca astronautica assume personale per pionieristiche missioni interplanetarie; esperienza di volo non necessaria, possibilità di ritorno pressoché nulle; corresponsione dello stipendio a partenza avvenuta” (eh, sì, bello, interessante! – ma non dicono quanto pagano!… No, non c’è da fidarsi…).
“Massima serietà, minimo impegno, alti guadagni, difensore d’ufficio garantito” (uh, troppo facile così! No, non mi fido nemmeno di questo…).
“Cercate un lavoro non troppo faticoso e che vi possa lasciare molto tempo libero a disposizione? Importante società in profonda crisi finanziaria assume figure di vario genere e professionalità per immediato conferimento in cassa integrazione a tempo indeterminato” (Mmm, non male questo… Però temo non sia così sostentante come lavoro…)
Beh… Credo che non sarà proprio facile trovare un qualche impiego di soddisfazione…”

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La TV utile…

“Ho acquistato uno di quei meravigliosi televisori al plasma ultrapiatti, bellissimo, prodigioso, ha uno spessore di due centimetri o forse neanche, una meraviglia della scienza; lo schermo, liscio più che fosse fatto d’acciaio, è più nero del nero, penso proprio per la sua composizione, per ciò di cui è fatto: un nero così profondo e puro credo non lo si possa trovare così facilmente da nessun altra parte… E ho spuntato anche un ottimo prezzo, per via di una promozione in corso… L’unica cosa è che ho dovuto discutere a lungo, quasi litigare, col commesso, che assolutamente non mi voleva vendere il televisore senza il telecomando… Ma scusi – gli dicevo – glielo pago a prezzo pieno, mica le chiedo uno sconto! Anzi – addirittura sono arrivato a proporgli – se vuole, vista la sua intransigenza, glielo pago anche qualcosa di più, se ciò serve a convincerla… Quello scuoteva la testa, ha chiamato il responsabile del negozio così che fossero in due a scuotere la testa, ma alla fine hanno ceduto, levando dalla confezione del televisore il telecomando (che, peraltro, può essere loro utile come ricambio per un altro guasto…) e facendomi pure un piccolo sconto sul prezzo – di loro iniziativa, sia chiaro… Così, mi sono portato a casa quel meraviglioso oggetto nero che più nero non si può: proprio così lo volevo, così nero, grande e piatto… Ho tirato fuori la mia vecchia valigetta delle tempere e ci ho dipinto sopra una delle più belle fotografie dello spazio profondo che abbia mai visto, ritrovata su di un libro di astronomia: innumerevoli stelle sullo sfondo nerissimo che solo lo spazio ha, e che solo nello schermo ultrapiatto di quel televisore acquistato mi è sembrato di rintracciare… E in più mi pareva che essere io a dipingere quel cielo stellato così bello – e non, magari più semplicemente, riprodurre quella fotografia e ricavarci un ingrandimento, un poster… – me lo rendesse ancora più vicino, più “mio” in qualche modo, nella sua sublime bellezza… Sono molto orgoglioso, ora, a rimirarmelo lì appeso in soggiorno… – poi così piatto, lo schermo, che non mi ingombra nemmeno, assomigliando proprio ad una finestra che dia direttamente sulle profondità cosmiche…”

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