Il bando regionale lombardo per i rifugi di montagna e alcune cose che vanno dette

A fronte dell’iniziativa certamente pregevole di cui la locandina qui sopra dice, è bene ricordare all’Assessore Sertori che nell’espletare tale carica istituzionale egli non rappresenta una formazione politica ma la regione della quale è uno degli amministratori e con essa tutta la cittadinanza lombarda. D’altro canto, i soldi stanziati sono dei contribuenti italiani (vengono dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane) e lombardi, dato che vengono elargiti in base a leggi regionali, non della formazione politica della quale è stato ingiustificatamente messo il logo sulla locandina – che dunque ho corretto sì da renderla più obiettiva (quella originale la trovate qui). Altrimenti è come se al ristorante si facesse pagare il conto a qualcun altro e poi ci si vantasse di averlo pagato personalmente!

Con le numerose problematiche e le relative criticità che le nostre montagne devono affrontare continuamente e in maniera crescente, vista la realtà in divenire, l’ultima cosa della quale hanno bisogno è la mera strumentalizzazione politica a fini propagandistici, da qualsiasi partito provenga (e la cronaca dimostra che nessuno ne è immune, purtroppo). La montagna esplica e manifesta la propria anima nel senso di comunità della quale tutti fanno parte senza distinzione alcuna e tanto meno bandiere di qualsivoglia colore, perché ognuno è e deve essere necessario – dal politico più prestigioso all’ultimo dei comuni cittadini – per costruire insieme il miglior futuro possibile per i territori montani, i loro abitanti e per chiunque le frequenti con passione, consapevolezza e rispetto.

Ecco, vanno rimarcate e tenute presenti, queste cose. Detto ciò, ribadisco, l’iniziativa in questione è senza dubbio importante e questo va riconosciuto.