Tra le varie azioni che si possono mettere in atto per passare dalle parole (importantissime, sia chiaro, ma a volte sterili) ai fatti e aiutare in concreto il popolo palestinese, ce n’è una particolarmente semplice, efficace e… gustosa: bere la Gaza Cola!
Come il nome fa intuire, è una bevanda il cui gusto si ispira a quello della Coca Cola la cui produzione è al 100% di proprietà palestinese. Nasce nel 2023 dalla Palestine House di Londra, centro culturale e spazio per co-working gestito da giovani palestinesi nel centro della capitale britannica, con l’intento di sostenere progetti umanitari a favore della popolazione di Gaza. In particolar modo Gaza Cola intende supportare la ricostruzione dell’Ospedale Al-Karama a Gaza Nord, gravemente danneggiato dai bombardamenti israeliani, il quale rappresentava un punto di riferimento essenziale per la comunità locale offrendo servizi ospedalieri cruciali come maternità, chirurgia generale, cure pediatriche e ortopediche.
Tutte le altre info sul progetto e sulle sue finalità le trovate nel sito della bevanda, dove ovviamente potete anche acquistarla.
La Gaza Cola c’è in versione “Classic” e “Sugar Free” e costa pochissimo: solo 32 Euro per un cartone di 24 lattine da 250 ml, spese di spedizione incluse. Il mio cartone “Sugar Free” – di gusto un poco più dolciastro dell’originale americana – è appena arrivato: sarà il primo di tanti e me li assaporerò al meglio perché si tratta di un gesto semplice tanto privo di ideologia quanto ricco di bontà, nel senso più ampio e soprattutto umano del termine.

pubblicità e mentalità ORRIBILE!!!!
Sarà proprio il caso di fare viaggiare delle lattine di acqua e zucchero in aereo da Londra alla Lombardia. Molto ecologico, neoliberista, consumistico, massificato, cerebroleso!!!
Vero, Cla, come per la gran parte delle altre cose che utilizziamo quotidianamente nella nostra vita. O come per quanto riguarda le navi che salvano vite nel Mediterraneo o che stando portando aiuti a Gaza.
E probabilmente quelle lattine viaggiano sulle decine di aerei che già volano tra Londra e la Lombardia, almeno loro a fin di bene.
Ribadisco, hai ragione; ma dal mio punto di vista la ragione deve essere sempre frutto di razionalità, e io qui la ritrovo e ritengo ammissibile.
Grazie del tuo commento!
se oltre ad essere andato in montagna sei andato anche in barca a vela, dovresti sapere che nelle barche a vela lo spazio è limitato e si fa fatica anche a farci stare un trolley con gli effetti personali degli occupanti,anche nell’inaffondabile Baesian. Quanto poi a portare aiuti umanitari!!!
La Flotilla è solo telemarketing per le masse appecorate che tutto si bevono, dal virus alle nozze del “vostro” dio Bezos.
La ragione devi averla tu, non io!!!
Bezos? Oddio, quanto tempo che non lo sentivo più nominare! In effetti dopo lo chiamo, così sento come sta! 😄😜
Per il resto, la propaganda e il telemarketing stanno ovunque, da qualsiasi parte. Io, che sono lontano anni luce da qualsiasi posizione pur vagamente politica e/o ideologica, penso che se anche una di quelle barche potrà portare una scatola di cibo in più alla popolazione di Gaza, il gioco avrà valso la candela.
Infine, la ragione non l’abbiamo ne tu ne io ma ce l’ha il mondo.
Grazie.