Bene: appurato che gli amministratori di Sondrio, in combutta con quelli “olimpici”, se ne fregano della bellezza, del valore culturale e della conseguente salvaguardia del loro paesaggio, e operano con impegno per degradarlo nonostante le parole inequivocabili della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio…
L’intervento è tale da incidere negativamente, in misura che rimane molto sensibile, sui valori paesaggistici espressi dalle presenze antropiche e naturali […] L’introduzione del nuovo insieme di manufatti comporta un pesante aggravio della situazione esistente, in quanto produce la saturazione di un’area posta tra l’edificazione e il versante che ne mortifica le visuali e la percezione.
…ora la domanda è: veramente i cittadini sondriesi e valtellinesi sono disposti a lasciare che un luogo così bello, importante e identitario per il proprio territorio venga cementificato, mortificato, degradato e sostanzialmente distrutto pur di risparmiare qualche minuto di traffico?

P.S.2: viste le circostanze, non posso non (ri)citare uno altro valtellinese, Antonio Cederna, figura ben più grande e nobile di quelle suddette:
La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessa per l’affermazione della nostra dignità di cittadini, la lotta per il progresso e la coscienza civica contro la provocazione permanente di pochi privilegiati onnipotenti.
[In Salvaguardia dei centri storici e sviluppo urbanistico, “Casabella” n° 250, 1961.]