Arrivederci Loki

Ciao Loki.

Meraviglioso segretario personale a forma di cane.

La tua maledetta malattia e le ripercussioni conseguenti ti hanno portato via da noi troppo presto.

Temevo potesse finire così, ma contavo di avere ancora un po’ di tempo per scorrazzare con te sui monti nel nostro modo così selvatico e altrettanto divertente.

Sei anni sono veramente troppo pochi per imparare tutto quello che tu sapevi e avresti saputo ancora insegnarci. Ma sono stati anche anni assolutamente intensi, per questo e per ogni altra cosa che mi e ci hai dato, al punto che mi sembrano venti o trenta o anche di più.

Succede così quando la vita è davvero vissuta, e tu sei stata l’energia che l’ha vigorosamente alimentata.

Per noi che non abbiamo figli tu lo eri, a modo tuo.

Per me che sono figlio unico eri il fratello che non ho mai avuto.

Per ogni circostanza sei stato l’amico migliore che potessi desiderare, senza saper desiderarne uno come te e pensare che potesse veramente esistere.

Un compagno di avventure, di giochi, di scoperte, pensieri, follie, empatie.

E un “maestro”, appunto: ciò che pensavo di essere io – Sapiens troppo egoriferito e saccente, come al solito – lo sei stato tu, insegnandomi a vivere nel mondo e con il mondo come voi animali sapete fare e noi umani non più.

Quante volte, vagabondando per monti e foreste e osservando i tuoi comportamenti, ho avuto la netta sensazione che del luogo in cui stavamo tu percepissi e comprendessi molto di più di quanto potessi fare io, e non solo sensorialmente: anche mentalmente, per una tua intelligenza ancestrale, profonda, istintiva tanto quanto riflessiva – al modo animale.

Hai saputo cambiare la mia visione del mondo, accrescendone in me la comprensione. Vi hai aggiunto dimensioni materiali e immateriali, significati, tempi, narrazioni, essenze, valori.

Di contro, spero solo di essere stato alla tua altezza, di averti regalato un’esistenza piacevole e interessante, di averti lasciato un buon ricordo di me che ti porterai appresso ovunque andrai, ora. Così come tu sarai sempre appresso a me, qui accanto ai miei piedi d’ora in poi, qualsiasi cosa succederà nella mia vita.

Il patrimonio della sapienza animale che mi hai donato è inestimabile e irrinunciabile, sarà sempre parte di me e lo conserverò in quel vuoto che tu mi hai lasciato andandotene e portandoti via un pezzo della mia esistenza, della quotidianità, del mio tempo, della mia vita. Ma nel dolore profondo che ciò mi genera sono pure ben felice di avertelo ceduto, quel pezzo di me: è e resterà sempre la testimonianza, immateriale eppure concreta e potente come poche altre, del percorso di vita che abbiamo fatto insieme e di ciò che di inesauribile ne è scaturito.

Qualcuno potrebbe pensare che tutto questo rappresenti un’esagerata forma di umanizzazione di un animale. Probabilmente lo pensavo anch’io, prima. In realtà è accaduto il contrario: una profonda animalizzazione di un umano – di me.

È un dono dal valore assoluto per il quale te ne sarò grato per sempre.

Arrivederci, caro Loki. Buone corse folli sulle montagne dell’eternità. Ci ritroveremo lì, prima o poi.

5 pensieri riguardo “Arrivederci Loki”

  1. con grandissimo dispiacere apprendo questa notizia

    mi dispiace molto so neme cosa vuol dire vivere ed affezionarsi ad un compagno a quattro zampe

    Giulio

  2. Hai colto l’essenza del tuo figlio/fratello. Hai vissuto con lui nel modo migliore per lui. Troppo pochi sei anni e la notizia mi ferisce, perché ho avuto compagni cani dall’età di 12 anni e ne ho ancora, ma non mi sento mai alla loro altezza. Continuo a imparare anche perché, per loro, ogni giorno è il primo di una vita splendida vissuta con te. Ti abbraccio

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