Tom Sharpe, “Accidenti!” (TEA)

Questo nostro mondo non è che offra poi così tante certezze: l’irrefrenabilità del tempo, la bellezza della Natura, la pervicace capacità dell’uomo di distruggerla, il dover andare in bagno ogni tanto e, senza dubbio, Tom Sharpe!
Certezza d’una lettura sollazzante, con il nobile, colto, bastardissimo scrittore inglese – ammiratelo in una qualche fotografia che potete rintracciare sul web, col suo fare da autentico e pacato Sir britannico: non direste mai che, coi suoi libri, è fautore di un umorismo tagliente come un machete, folle e veramente bastardo per quanto sappia essere sarcastico… E d’altro canto, come recita il sottotitolo di questo Accidenti! (TEA, traduzione di Linda Canali), con Sharpe “il divertimento è assicurato”: divertimento assai mordace, appunto, ma sempre intelligente, spesso geniale, grazie a una grandissima capacità di inventare storie la cui assurdità resta costantemente reale, improbabili e/o impossibili ma che potrebbero benissimo accadere accanto a noi per la solita ineluttabile una probabilità su miliardi che le fa’ accadere…
Con Accidenti!, questa volta Sharpe prende di mira con un cannone di grosso calibro un mondo che ben conosce, quello dei titolatissimi colleges universitari inglesi e in particolare di Cambridge, nel quale appunto egli si laureò in antropologia e fu docente di storia (particolare che rende ancora più incredibile e divertente il suo umorismo letterario). Porterhouse, celebre e celebrato college, noto per la secolare condotta conservatrice che ben nasconde, dentro un armadio finemente intarsiato, innominabili scheletri a non finire, rischia di veder sovvertite le proprie tradizione dall’elezione a Rettore di Sir Godber, progressista e liberale, che vuole introdurre drastici cambiamenti nella condotta plurisecolare dell’istituto – ammettere le ragazze ad esempio, addirittura installare distributori di preservativi nei bagni, ma soprattutto scardinare liberare dai tanti scheletri i suddetti armadi. Ovviamente il consiglio d’istituto è assolutamente contrario a tali sovvertimenti, minanti i privilegi acquisiti in lunghi anni di brighe e combutte, ma ancor più contrario è Skullion, il vecchio e scontrosissimo custode di Porterhouse, vero simbolo dell’immutabilità conservatrice del college, che sarà tra i primi a subire l’onda del cambiamento, ma anche tra i primi a ribellarsene e tentare una rivalsa…
Sharpe, da grande maestro dello humor più autentico e stimolante qual’è (e padre, insieme ad altri – Wodehouse, Waugh, Adams… – di buona parte dell’umorismo contemporaneo), costruisce la sua consueta e scoppiettante trama debordante di colpi di scena, imprevisti, sorprese e sbigottimenti assortiti, senza mai smarrire quel certo aristocratico e raffinato aplomb letterario che la sua figura – sopra citata – ispira assai, e senza tuttavia risparmiare feroci “colpi bassi” ai suoi personaggi. Ma risulta evidente in Accidenti!, più che in altri suoi libri, come Sharpe metta il proprio umorismo sarcastico al servizio dell’analisi critica dell’ambiente nel quale muove i personaggi – vedi invece, ad esempio, la più generale critica alla società tutta de Il bastardo primordiale, storia dunque molto più acida e tagliente – ambiente come detto ben conosciuto, avendone fatto parte. Non solo: dalla rocambolesca e imprevedibile girandola di eventi che chiude la storia di Accidenti! sembra anche trasparire una riflessione su come la vita sia per chiunque una sorta di bilancia sui cui piatti le cose positive e quelle negative si equivalgono, suppergiù, e tuttavia che basti solo qualche milligrammo in più da una parte o dall’altra per cambiarne totalmente il corso, nel mentre che viceversa, spesso, il mondo intorno resta immutato ovvero – come recita il noto motteggio di Don Fabrizio ne Il Gattopardo – cambia tutto quanto ma in verità non cambia mai…
Insomma, in un modo o nell’altro – ribadisco – Tom Sharpe è una certezza. Riderete tanto, forse smodatamente ma mai sguaiatamente, e una volta conclusa la lettura di Accidenti! sono certo che vi sentirete proprio bene, come (con veramente poche altre cose nella vita ordinaria) un vero, profondo e contagiante sense of humor vi permette di sentirvi.

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