Filippo Bettini, Roberto Di Marco, “Terza Ondata. Il Nuovo Movimento della Scrittura in Italia” (ES/Synergon)

cop_terzaondataDopo il fondamentale La Poesia Italiana d’Avanguardia di Fausto Curi – e proseguendo nello studio dell’avanguardia letteraria italiana dal dopoguerra in poi – Terza Ondata di Filippo Bettini e Roberto Di Marco, edito da ES/Synergon di Bologna, è certamente uno dei testi più interessanti e utili che si possano trovare sul mercato, dichiarando apertamente il suo contenuto (e lo scopo che si propone) fin dal proprio titolo ovvero analizzare e soprattutto presentare una significativa selezione di autori di quel movimento letterario avente la sua massima luce nei primi anni ’90 del secolo scorso e denominato “Terza Ondata” – nome che intende identificarlo come, appunto, terzo considerabile movimento di letteratura sperimentale e avanguardistica dopo le prime avanguardie storiche di inizio Novecento e dopo la neoavanguardia del dopoguerra, avente il proprio simbolo nel celebre Gruppo 63 di Sanguineti e C. – peraltro terzo e per ora ultimo movimento d’avanguardia letteraria ad oggi, mi pare di poter dire…
Terza Ondata si compone principalmente di due parti, una teorico-saggistica divisa tra il principio e la fine del volume, e una, centrale e più cospicua, che come detto presente una vasta selezioni di autori e scritti della neo-neoavanguardia (così è anche stata definita la “Terza Ondata”) tra cui molti di quelli che a tutt’oggi (vedi sopra) guidano la scena poetica/letteraria in Italia. La teoria del volume postula principalmente una sostanziale origine delle nuove avanguardie letterarie, soprattutto poetiche, quale reazione antagonista alla cosiddetta situazione-postmodernità, espressione che riassume la condizione reale della società contemporanea in fase decadente dalla modernità, soprattutto dal punto di vista culturale e ciò derivando da quello più generale socio-economico (capitalistico ovvero superconsumistico, degenerazione del primo intaccante molte altre parti della società). Verso questa situazione la letteratura si è spaccata sostanzialmente in due: da un lato si è avuta una omologazione allo status quo (il mainstream editoriale dominante) mentre dall’altro l’avanguardia ha assunto su di sé il peso della critica e dell’antagonismo, inglobando nel proprio nucleo fondante tale volontà espressiva e affiancandola, con ugual peso se non di più, agli altri elementi tecnico-estetici propri del fare poesia contemporanea e utilizzandola come strumento di scoperta (o ri-scoperta) di forme espressive nuove o ristrutturate in base a nuovi punti di vista/scrittura e adattati alla missione antagonistica prefissata. Il tutto – forse sarà già evidente – costruito sulla base di una forte identificazione ideologico-politica di sinistra, o meglio materialista storica, che si vorrebbe quale struttura portante di tale letteratura antagonista con matrice anticapitalista – e che in effetti è stata sovente dichiarata da tanti esponenti dell’avanguardia letteraria italiana (vedi Sanguineti, appunto). A mio parere tale “identificazione”, molto ricercata nei vari saggi inseriti nel volume e vuoi anche effettiva, è stata fin troppo forzatamente appiccicata sul movimento (ciò a prescindere del segno politico che manifesta) e forse rischia di causare il contrario di quanto vorrebbe ottenere, togliendo forza espressiva e libertà di comunicazione non tanto ai testi quanto al senso degli stessi, e al loro effetto culturale più diretto – e sostengo ciò ritenendo che la letteratura (ovvio, non quella da classifica) è di natura vitale sostanzialmente “anarchica”, ovvero libera da qualsiasi affiliazione ideologica che non sia espressamente rivelata nel testo stesso e dunque per (appunto) libera scelta dell’autore; in questo senso la letteratura può e deve far “politica”, un senso più elevato e virtuoso di quanto altrimenti lo stesso possiede normalmente, manifestando sempre e costantemente la propria natura di arte, elemento sempre superiore alla quotidianità e capace di conferire un punto di vista privilegiato sul quotidiano stesso – privilegio che, invece, temo che quell’identificazione sopra descritta possa annullare…
A parte ciò, il volume risulta assolutamente importante e prezioso per la sua parte centrale, ovvero la ricca e esaustiva selezione di autori e testi che offre, giustamente divisa in “percorsi di lettura” atti a segnalare le principali peculiarità delle opere. Inutile citare dei nomi: sono tanti, ognuno significativo a suo modo, presentato da un breve introduzione e commentato da una postfazione; sono presenti anche brevi biografie di tutti gli autori.
Infine, quasi inevitabile, vi è tra le ultime pagine un contributo/omaggio di/a Edoardo Sanguineti, con un breve testo a cura di Di Marco e un’intervista al poeta ligure sul Gruppo 63, che suona anche come giusto trait d’union tra quel movimento e quel momento letterario, e l’erede “Terza Ondata”.
Volume per tutto ciò molto interessante e importante per gli studiosi/cultori/appassionati di poesia contemporanea, e assai godibile nella lettura (quanto meno dei testi per chi non s’interessasse della toeria) per chiunque altro che si diletti nelle letture poetiche o di letteratura non solita, non banale, fuori dagli schemi.

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