MONTAG/NEWS #11: sono accadute altre cose interessanti, nei giorni scorsi sulle montagne

In questo articolo a cadenza stavolta un po’ più lunga del solito, visto il periodo “festiveggiante”, trovate una selezione di notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete nei giorni scorsi parecchio interessanti e utili da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così che ognuno possa approfondirle a piacimento. Di notizie del genere sulle montagne ne escono di continuo e di recente in modo particolare, tra le cronache su come stanno andando le vacanze natalizie sulla neve, le Olimpiadi sempre più imminenti e altre cose rimarchevoli: questo è un tentativo di non perdere alcune delle notizie più significative. Vi ricordo che durante la settimana le più recenti di tali notizie le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.

Buone letture!

 

IL GREENWASHING DELLO SCI DI LUSSO

Su “Lo ScarponeEnrico Camanni scrive con la sua abituale brillantezza dello sci moderno che premia i super ricchi tra vacanze esclusive e impianti di lusso, mascherando l’impatto ambientale sempre più pesante con strategie di greenwashing. Ne trae una bella (seppur inevitabilmente amara) riflessione sul modello turistico contemporaneo fatto di neve finta e paradisi montani artificiali «che guida gli investimenti di oggi, in larga parte pubblici, e a mio parere andrebbe criticato prima di tutto per ragioni di giustizia sociale, prima ancora che di protezione ambientale.»


MA POI HA ANCORA SENSO FARE LE OLIMPIADI?

La stampa italiana, salvo rari casi, dice ben poco del dissenso diffuso verso le Olimpiadi, quella estera invece è molto più attenta e loquace. Al punto che in Svizzera ci si chiede che convenienza ci sia a fare ancora i Giochi olimpici: «Abbiamo visto la neve artificiale portata in Trentino. Abbiamo visto la difficoltà con la quale i lavori vengono conclusi, altri verranno conclusi nei prossimi anni. Ma c’è ancora bisogno di fare le Olimpiadi? Non vi sembra non più sostenibile dal punto di vista economico, dal punto di vista ambientale, anche dal punto di vista politico e infine, non ultimo, sportivo?»


LA BANALITÀ DELLA NEVE DI OGGI

Sul quotidiano piemontese “La Voce” si dà conto di quanto successo a Prato Nevoso, località nella quale nei giorni scorsi ha nevicato più che altrove ma certo non in modo eccezionale. Eppure è bastato qualche relativo post sui social per intasare la località di gente, traffico, confusione, rumore. E dimostrare tutta la banalità che muove e alimenta certo turismo di massa contemporaneo. «La neve non serve a sciare, a camminare, a stare. Serve a dimostrare che c’eri. La foto con i fiocchi, il video dal finestrino, la storia con l’emoji del pupazzo. L’esperienza non è viverla, è postarla. Anche bloccati in coda, purché sia documentato.»


QUASI SENZA PIÙ GHIACCIAI ENTRO IL 2100

A fronte degli effetti crescenti della crisi climatica, potremmo ancora fare molto per la tutela del pianeta e, sulle Alpi, dei ghiacciai, ma non sembra che ci sia una forte volontà al riguardo, soprattutto della politica. Eppure un nuovo e autorevole studio elaborato del Politecnico Federale (ETH) di Zurigo lancia l’ennesimo allarme: le Alpi si avviano a perdere un numero record di ghiacciai nei prossimi decenni, e se la temperatura media aumentasse di 4 gradi, come molti stimano, solo l’1% resisterà ancora per la fine del secolo, una ventina in tutto.


GORPCORE, LA MONTAGNA CHE “VA” IN CITTÀ!

Una notizia “di costume” curiosa ma comunque significativa e con possibili chiavi di lettura culturali: secondo il quotidiano zurighese “Tages-Anzeiger” e “Il Fatto Quotidiano” anche nei paesi alpini ci si veste con capi tecnici da montagna anche in città, al punto che ad esempio a Zurigo le vendite sono aumentate in un anno del 300%. Questo trend ha già un nome: gorpcore, nato durante il periodo del Covid quando la natura prometteva più che mai evasione ed equilibrio e molti si vestivano in modo più pragmatico. Paradossalmente, poi, nelle stazioni sciistiche sempre più mirate al turismo di lusso spesso ci si va in abiti eleganti da città!


 

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