MONTAG/NEWS #18: notizie recenti per trovare buone risposte a domande interessanti

Ma per andare sulle montagne si usano ancora guide e mappe geografiche, o la tecnologia le ha eliminate definitivamente? E, a proposito: quali sono i cammini italiani più rinomati e ricercati? È possibile sviluppare e sostenere una stagione turistica invernale dove non ci sono comprensori sciistici? E invece frequentare una scuola di “restanza” per continuare a vivere bene in montagna? “Toccare” un luogo carico di simboli e memoria come il Vajont è possibile, o deve restare una sorta di santuario della sua catastrofe? Infine, mentre si continua a discutere sulla sostenibilità delle Olimpiadi di Milano Cortina ormai al termine, il CIO cosa ne pensa realmente al riguardo?

Per trovare delle buone risposte a tutte queste domande, eccovi una nuova mini-rassegna stampa di alcune delle notizie più interessanti relative a cose di montagna pubblicate in rete e sulla stampa nella settimana precedente, con i link diretti alle fonti originarie così da poterle approfondire a piacimento. Durante la settimana le notizie più recenti le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.

 Buone letture e buoni approfondimenti!


[Foto di Hagai Agmon-Snir حچاي اچمون-سنير חגי אגמון-שניר, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte commons.wikimedia.org.]
UNA SCUOLA DI RESTANZA IN VALLE D’AOSTA

Come riporta “Fatti di Montagna”, sono aperte le iscrizioni alla prima “Scuola di #RestanzaVdA”, un progetto promosso da Fondazione Giacomo Brodolini con la collaborazione scientifica del sociologo Andrea Membretti (UNIVDA), nell’ambito dell’avviso “VdA Giovani 2025”. Il prossimo 11 e 12 aprile, in Valle del Lys, il progetto coinvolgerà gratuitamente 10 giovani, domiciliati in Valle D’Aosta, in un percorso residenziale gratuito di formazione e orientamento della durata di due giorni per trasformare la “restanza” da resistenza passiva a scelta attiva e consapevole. Il termine per candidarsi è il 28 febbraio: per saperne di più cliccate qui.


[Immagine tratta da https://prolocolongarone.it.]
VAJONT, LUOGO INTOCCABILE OPPURE NO?

Una società di Pordenone vorrebbe costruire una nuova centrale idroelettrica sotto la diga del Vajont, sfruttando l’acqua che fuoriesce da una galleria creata per controllare il livello di uno dei laghi che si formarono dopo la disastrosa frana del 1963. Visto il luogo, la storia e ciò che rappresenta tutt’oggi, il progetto sta ovviamente generando delle gran discussioni in zona: il sindaco di Longarone si è detto contrario perché «questo è un luogo sacro che va rispettato», quello di Erto e Casso favorevole perché il progetto garantirebbe «introiti a tutti i comuni lungo il corso del Piave». È una vicenda emblematica che concerne il valore culturale del luogo, la memoria e il tempo, la coscienza civica e morale della comunità che ci vive. Vedremo come finirà.


[Immagine tratta da www.greenpeace.org.]
ANCHE IL CIO SA CHE LE OLIMPIADI ATTUALI SONO INSOSTENIBILI

La scorsa settimana segnalavo un articolo di “Altreconomia” che riportava i dati (preoccupanti) sulle emissioni climalteranti delle Olimpiadi di Milano Cortina. L’allarme al riguardo non è affatto ingiustificato, tant’è che lo stesso CIO – Comitato Olimpico Internazionale in un recente documento ha identificato una serie di strategie per migliorare la resilienza climatica delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali e per esaminare le sfide associate ai agli adattamenti climatici vitali, con l’obiettivo di selezionare sedi ospitanti affidabili dal punto di vista climatico per ridurre i rischi per i Giochi futuri e accrescerne la sostenibilità ambientale.


[Immagine tratta da www.parcomajella.it.]
UN ALTRO INVERNO È POSSIBILE

Lo Scarpone” racconta il progetto “Maiella l’altra neve” che da dieci anni persegue un obiettivo ben chiaro: promuovere gli sport sostenibili e le attività educative che possono svolgersi durante l’inverno sulla neve, creando al tempo stesso occasioni di confronto, riflessione e sensibilizzazione a favore di un approccio rispettoso, consapevole e “lento” alla montagna. Un percorso che mette al centro la formazione e la giusta informazione come strumenti indispensabili per frequentare l’ambiente montano in sicurezza, in ogni stagione. Il tutto sulla Maiella, massiccio che, anche grazie all’assenza di grandi e diffusi comprensori sciistici, si presta naturalmente alla promozione di pratiche sportive a basso impatto ambientale.


LA TOP TEN DEI CAMMINI ITALIANI

Da tempo si evidenzia la crescita costante del turismo dei cammini in Italia, e il conseguente aumento dell’indotto derivante che fa di questa attività turistica consapevole un’economia sempre più importante per i territori coinvolti. Ma quali sono dunque i cammini italiani più rinomati? Prova a stilare una graduatoria al riguardo “Cammini d’Italia”, la più grande community di trekking del nostro Paese, basandola sulle ricerche derivanti da oltre 2 milioni di visualizzazioni del sito. Non è una classifica che riporta in maniera precisa il numero di camminatori effettivi sui vari itinerari ma, sicuramente, offre un significativo sguardo annuale su dove e come si cammina di più nel nostro paese. E la rinomanza di alcuni cammini non è affatto scontata


LUNGA VITA A GUIDE E MAPPE CARTACEE!

App, web, intelligenza artificiale: sembra che anche sui monti le nuove tecnologie imperino. È una narrazione sovente diffusa, ma non è così tanto vera, anzi: tra gli autentici appassionati di montagna guide e mappe cartacce non solo resistono ma sono parecchio utilizzate anche dai giovani iper-digitalizzati. Lo rivela Roberto Capucciati, editore di Versante Sud, su “Montagna.tv”: maggior dettaglio, migliore qualità, autori di competenza riconosciuta, nessun problema di scarsa connessione o fragilità in caso di urti. Inoltre, aggiungo io, la possibilità di sentirsi molto più consapevoli, informati e dunque “connessi”, in relazione con i luoghi in cui ci si trova, divertendocisi di più. Un pregio che le nuove tecnologie non sanno proprio offrire.