Secondo alcune ricerche scientifiche, ci sarebbero più di 3.000 miliardi di alberi sul pianeta Terra. Inevitabilmente si tratta di una stima, anche se esistono in rete alcuni siti di mappatura arborea globale molto ben fatti e scientificamente attendibili, come questo. In ogni caso credo che, ad eccezione delle specie di insetti, gli alberi siano gli organismi viventi più numerosi sul nostro pianeta, oltre a essere fondamentali per la vita di qualsiasi altra specie – si pensi solo alla fotosintesi clorofilliana. Nonostante ciò, noi Sapiens fatichiamo a pensarli “vivi” e dotati di funzioni biologiche peculiari: li vediamo più come oggetti naturali inerti e pressoché immobili, al netto della loro crescita che peraltro spesso si allunga per decenni e dunque ci risulta “impercettibile” e irrilevante, per tutto ciò formalmente non degni di poter venir considerati “esseri”.
Be’, è un altro (cioè l’ennesimo) clamoroso errore che l’uomo (Sapiens?) manifesta nei confronti del mondo in cui vive e in particolar modo dell’ambiente naturale. Riduciamo ogni cosa presente sul pianeta a una visione strettamente antropocentrica per la quale ha qualche valore solo ciò che può essere ricondotto, in forme e in sostanze, al modus vivendi umano mentre tutto il resto non ha alcun valore oppure è qualcosa di secondario e inferiore.
Tristan Gooley, scrittore ed esploratore britannico noto per i suoi metodi di orientamento naturale che ha testato in innumerevoli viaggi d’avventura in giro per il mondo, definito dalla Bbc lo «Sherlock Holmes del mondo naturale», nel suo libro Leggere gli alberi (Altrecose, 2025, traduzione di Stefania De Franco e prefazione di Isaia Invernizzi) ci dimostra quanto sia realmente clamoroso quell’errore e quanto poco approfondita sia la conoscenza diffusa, da parte umana, di chi siano veramente gli alberi. In 320 pagine fitte di informazioni, nozioni, insegnamenti, rivelazioni sul grande e, appunto, ancora largamente misterioso reame arboreo, Gooley dimostra al lettore in modo indubitabili che gli alberi hanno un “cervello” e una propria intelligenza peculiari, comunicano tra di loro, reagiscono agli stimoli esterni, si “muovono” (senza che noi ce ne accorgiamo), “pensano” e gestiscono la propria crescita, sanno contare, misurano il tempo, a volte addirittura si dimostrano cinici al punto da avvelenare le specie antagoniste… insomma, sono assolutamente vivi e ben più “vegeti” di quanto la loro natura così detta «vegetale» ci fa credere. Soltanto che gli alberi sono e fanno tutte queste cose in modi e attraverso dinamiche biologiche differenti rispetto a quelle degli animali (dunque anche di noi umani) che nella gran parte dei casi nemmeno si possono confrontare con le nostre, per cui dirci “più intelligenti” di un albero non è che sia giusto o sbagliato, più semplicemente è un’affermazione priva di senso.
Leggere gli alberi è un libro affascinante e spesso sorprendente il quale ha un solo “difetto” che tuttavia, se il libro viene letto in un’altra condizione, diventa il suo maggior pregio. Mi spiego: come dicevo, è talmente ricco di informazioni d’ogni genere e sorta sugli alberi, sempre raccontate in modi elementari e molto comprensibili anche quando si tratti di nozioni prettamente scientifiche, che se viene letto stando rilassati sul divano di casa può persino confondere e ingarbugliare il lettore. In verità, Leggere gli alberi va letto in ambiente, dentro un bosco o in un parco cittadino, stando davanti a un albero per cogliere subito nella realtà le nozioni che il libro racconta. Per questo, come rimarca la presentazione, il libro di Gooley è soprattutto «un invito a osservare meglio aspetti della natura che spesso diamo per scontati e a capire cosa possono insegnarci gli alberi sui posti che ci capita di attraversare e osservare» rivolto a «chiunque voglia imparare un nuovo modo di guardare il mondo intorno a sé, affinare lo spirito di osservazione e trasformare qualsiasi passeggiata, in natura o in città, in una caccia al tesoro».
Per questo Leggere gli alberi è un intrigante tanto quanto utile manuale di riconnessione culturale con l’ambiente naturale del quale siamo parte, ma ce ne dimentichiamo spesso, e con il paesaggio a cui diamo forma e senso insieme a ogni altro elemento che contiene e dunque, vista la loro frequente presenza, innanzi tutto proprio insieme agli alberi. Una buona lettura per alimentare e coltivare il ben-essere di cui possiamo godere quando sappiamo vivere in equilibrio e armonia con il mondo e la Natura.