Mark Twain, “Racconti contro Tutti” (Stampa Alternativa)

Lodevole iniziativa di Stampa Alternativa, casa editrice il cui nome la dice lunga sulle proprie pubblicazioni, che con questo Racconti Contro Tutti ci fa conoscere il romanziere americano per eccellenza, Mark Twain, sotto una veste sorprendente e per certi versi sconcertante – in positivo, tuttavia… Il volumetto è una raccolta di racconti, frammenti di racconti, estratti “scartati” da opere pubblicate, micro-saggi nel quale il cantore di un’intera nazione in evoluzione – attraverso i suoi celeberrimi Tom Sawyer e Huckleberry Finn, considerati i romanzi “nazionali” della letteratura americana – sembra divertirsi a prendere a legnate, di quella nazione, quelle sue parti che all’evoluzione citata vi si oppongono con tutto il proprio conservatorismo reazionario, scrivendo con uno stile sarcastico e caustico che in effetti non ci si potrebbe aspettare dal personaggio Twain per come lo si conosce ordinariamente. Bersaglio preferito del grande scrittore è la religione e il potere che attraverso la religione si arroga il clero: un Twain ateo e anticlericale, dunque, che tira sferzate possenti sul corpo dell’imposizione ideologica religiosa, e indirettamente sui danni che codesta arreca alla mente comune della giovane nazione americana, peraltro con la narrazione letterale o metaforica di argomenti assolutamente attuali, e non solo in quell’America dove – come se Twain l’avesse previsto – certa ottusità teocon pesa ancora parecchio sull’opinione pubblica, ma ovunque la libertà di pensiero venga delimitata, quando non soggiogata, da imposizioni e soggezioni non solo di matrice religiosa… Sembrano proprio sfoghi, quelli di Twain, quasi grida di allarme di un intellettuale fine e raffinato tanto quanto libero, che si rende conto che la sua nuova e potenzialmente grande nazione soffre e soffrirà di tali ceppi ideologici, e per ciò cerca di svegliare le menti e le coscienze richiamandole alla realtà, e alla difesa della libertà…
Racconti contro Tutti offre anche altri spunti, invero secondari rispetto alla critica verso la religione ma comunque interessanti e sovente curiosi, come l’antipatia profonda di Twain verso le mosche, che lo scrittore dichiara apertamente in più parti; ma sono presenti anche racconti più classicamente narrativi, che pur lasciano trapelare significati ed accezioni di notevole profondità.
Un volume dunque molto interessante e prezioso pur nella sua esiguità, molto consigliabile non solo per la lettura ma anche (e forse soprattutto) per la riflessione su di un grande scrittore, il suo pensiero e la sua esemplare capacità di osservare la realtà e comprenderne le verità – dote quanto mai necessaria a cui ispirarsi, ancora oggi.

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