Frédéric Mistral, “Viaggio in Italia” (Viennepierre Edizioni, a cura di Mirella Tenderini)

cop_viaggio_in_italiaSi può dire che fin dalla nascita di un concetto di “turismo” moderno, padre di quello che poi tuttora oggi pratichiamo (anche se in principio di matrice soprattutto culturale; quello di svago verrà più tardi, con la maggiore diffusione di un certo benessere anche nelle classi borghesi), l’Italia sia stata una delle mete predilette dei primi viaggiatori – generalmente persone benestanti, appunto, che si potevano permettere viaggi della durata di almeno qualche settimana sovente percorrendo l’intera penisola, da Nord a Sud, visitando tutte le più importanti città. Molti di essi erano letterati, e infatti il genere della cronaca di viaggio nel Settecento e nell’Ottocento risultò tra i più diffusi e apprezzati, con centinaia di titoli pubblicati da scrittori e poeti più o meno noti, per i quali l’Italia, come detto, rappresentò una gran fonte di ispirazione. In effetti non credo di sbagliare troppo affermando che proprio in quel periodo, e grazie e quei libri divenuti a volte celeberrimi (nonché, ovvio, per ciò che aveva e ha da offrire), l’Italia ha generato quella fama turistica planetaria che oggi le nostre classi dirigenti sono così brave a infangare in tutti i modi possibili, gettando alle ortiche la preziosa eredità che da quella fama deriva e sulla quale potremmo tutt’ora campare alla grande.
Tra quei tanti letterati viaggiatori per le terre italiche, Frédéric Mistral non è certo tra i più celebri, almeno da noi. Fu tra i maggiori poeti provenzali moderni, autore di opere considerate veri e propri monumenti alla cultura provenzale, per la cui difesa e promozione fondò il movimento del Felibrige, o Felibrismo, con meriti tali da essere insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1904. Con la moglie Marie affrontò il proprio viaggio nella nostra penisola nel 1891, ricavandone Viaggio in Italia (Viennepierre Edizioni 2002, con traduzione dal provenzale, cura e introduzione di Mirella Tenderini; orig. Escourregudo pèr l’Itàli), un resoconto piuttosto diverso dai tanti altri pubblicati all’epoca per alcune particolari peculiarità. Innanzi tutto, Mistral scrive il proprio diario nelle vesti di corrispondente dell’Aiòli, giornale in lingua provenzale da lui fondato e redatto a Marsiglia per un pubblico ovviamente vario e probabilmente più popolano che colto, dovendo dunque ad esso adattare i temi e il linguaggio adottato per la narrazione. Anche per questo, egli risulta più attento ai contesti sociali visitati durante il viaggio quasi più che ai monumenti ammirati, in tal modo lasciandoci una vivida – nonostante per certi versi superficiale e ingenua – testimonianza della vita delle città italiane di oltre 120 anni fa, rimarcando alcune evidenze parecchio interessanti su di esse e sulla gente che le abita. Da Genova si sposta Pisa e poi a Roma (nella quale incontra Carducci, che già lo conosce e lo apprezza, e dove è testimone delle intemperanze sociali che fin da allora minavano il corpo della giovane nazione italiana, le quali, mi viene da ritenere constatando la realtà contemporanea, mai l’Italia è riuscita a guarire) e poi a Napoli, della quale rileva da subito la gaiezza e la rumorosità della gente, caratteristiche che ancora oggi si rilevano in tema di napoletanità – “Tanto la gente di Roma è seria e compassata, tanto qui a Napoli hanno tutti un’aria familiare e bonacciona, rilassata.” (pag.43) Evidentemente allora anche il tipico carattere romano era piuttosto diverso da quello che oggi conosciamo!
Interessante anche come Mistral noti, tornando a Roma prima di proseguire per Firenze, la primeva cementificazione dei campi capitolini: “Ebbene, quella bella erba selvatica che un tempo aveva incantato il mio concittadino, sta scomparendo da Roma. Nei campi incolti che una volta occupavano metà della città, hanno aperto grandi strade e hanno costruito palazzi grandiosi (…) che fanno soffrire gli ammiratori della vecchia Roma, gli amanti del pittoresco…” (pag.52), anche se il poeta provenzale non vede in ciò qualcosa di così negativo, semmai in segno del progresso della nazione, tanto da chiosare poco più avanti “Chi vuole vedere dei pascoli non ha che da uscire dalle mura.” (ibid.)
Quindi la coppia Mistral si sposta a Firenze, poi a Bologna e infine a Venezia: è Marie, la moglie, a firmare questa parte del resoconto di viaggio – anche se Mirella Tenderini, nell’introduzione, solleva qualche ragionevole dubbio su che sia veramente stata la signora Mistral a redarre le note veneziane. In ogni caso, la città lagunare è quella che probabilmente suscita maggiore emozione e ammirazione nei due visitatori provenzali: la descrizione si fa ancora più ricca di aggettivi ed esclamazioni, dando l’impressione dei due a spasso per le calli con bocca aperta ed espressione stupefatta costanti, al punto forse da lasciarsi un po’ troppo prendere la mano dall’ingenuità del momento – come a pag.67, quando Marie rileva i gondolieri che cantano canzoni napoletane (Funiculi-funicula, ad esempio!), cosa alquanto improbabile, allora…
Nel complesso un Viaggio in Italia insolito e divertente da leggere, in fondo molto più “turistico” di altre opere similari di matrice assai più letteraria e colta, per la cui piacevolezza non si può non rimarcare il pregevole lavoro compiuto da Mirella Tenderini, storica dell’alpinismo, autrice di numerosi libri e biografie alpinisti ed esploratori ma qui in veste di appassionata cultrice della lingua e delle tradizioni provenzali, tanto da essersi guadagnata, con la traduzione di questo Escourregudo pèr l’Itàli, la nomina onoraria a Sòci dòu Felibrige: una sorta di inevitabile contro-omaggio a Mistral e alla sua opera poetica più famosa (del 1859), guarda caso intitolata Mireio, ovvero Mirella!

P.S.: purtroppo la Viennepierre Edizioni non esiste più, dunque i titoli del suo catalogo, nonostante siano ancora visionabili nelle librerie on line, credo risultino di ardua reperibilità. Per questo motivo, chiunque fosse interessato a una copia di Viaggio in Italia può rivolgersi direttamente a Mirella Tenderini, contattandola tramite la sua pagina facebook.

1 commento su “Frédéric Mistral, “Viaggio in Italia” (Viennepierre Edizioni, a cura di Mirella Tenderini)”

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