Eduardo Mendoza, “Nessuna notizia di Gurb” (Feltrinelli)

Qual è una delle cose più sfortunate che possa capitare a due esploratori extraterrestri in missione di scoperta di nuovi pianeti e nuove civiltà per l’Universo? Beh, senza dubbio atterrare sulla Terra, e dover avere a che fare con i suoi bizzarri, irrazionali, strampalati abitanti, doverci stare in mezzo, vivere tra di loro e adattarsi al loro strano e contorto modo di vita quotidiano. Per di più, uno dei due alieni, uscito per primo ad esplorare il pianeta e a prendere contatto con gli abitanti, ad un tratto non da’ più alcuna notizia di sé e sparisce nel nulla, costringendo l’altro ad assumere forma antropomorfa (i due extraterrestri sono in origine forme extracorporee fatte di intelletto puro) e andare alla sua ricerca, senza averne in verità troppa voglia.
Nessuna notizia di Gurb (edito da Feltrinelli con la traduzione di Gianni Guadalupi, e uscito in origine nel 1990), è certamente il romanzo di Eduardo Mendoza più follemente surreale che abbia mai letto. Ambientato nella Barcellona in caotico fermento per la preparazione delle Olimpiadi del 1992, e scritto in forma di precisissimo diario, suddiviso non solo per giorni ma pure per ore e minuti, narra appunto della ricerca dell’alieno Gurb da parte del proprio compagno di missione, ma ancor più racconta della progressiva immersione di questi (personaggio innominato, nonostante sia il principale del romanzo e la voce narrante) nella vita quotidiana dei terrestri di Barcellona – città natale di Mendoza e dunque perfettamente conosciuta, ma anche luogo metaforico per qualsiasi altra città del pianeta e per ogni altra cittadinanza, dacché ogni posto è paese, come recita il noto adagio popolare – il quale, probabilmente, vale anche al di fuori della nostra galassia.
Il protagonista, dunque, camuffa in modo perfetto l’astronave (trasformandola in una ordinaria villetta residenziale) ed esce alla ricerca di Gurb. Assume volta per volta sembianze umane a suo parere consone alle situazioni che deve affrontare – ma in realtà del tutto folli, come il papa, il Duca di Kent o Gary Cooper – e giorno dopo giorno, ora dopo ora, si trasforma inesorabilmente in un perfetto, ordinario terrestre medio, assumendo delle creature che lo circondano usi, costumi, stili di vita e pure difetti e vizi: guarda spesso la TV, si invaghisce di una vicina, mangia esageratamente, si ubriaca… Tuttavia mai tralasciando di annotare con la massima precisione sul proprio diario ogni azione compiuta, dalle più importanti alle più banali e insulse, insieme a continue osservazioni sui terrestri, la loro vita e la realtà quotidiana nella quale vivono.
Come è facile intuire, dietro l’apparentemente univoca matrice umoristica e le strampalate invenzioni che ne scaturiscono, in Nessuna notizia di Gurb vi è una costante e nemmeno tanto disincantata osservazione della società contemporanea, delle sue stranezze, di tante sue ipocrisie e di irrazionalità che fanno sembrare quasi “normali” le azioni dei due extraterrestri protagonisti. I terrestri appaiono ai due estremamente primitivi nell’intelletto, eppure parecchio complicati in tante loro cose quotidiane. Non bastasse questo, per evidente e infausta malasorte hanno anche avuto gran sfortuna con l’evoluzione, dato che a parere del protagonista il corpo umano è la più gran porcheria che si sia mai vista nell’Universo. Ma, come detto, nonostante il costante atteggiamento critico verso gli abitanti della Terra, il protagonista si umanizza sempre più – e non solo lui peraltro. Anzi, nel finale del romanzo, pure i terrestri e il loro strano pianeta non risulterà poi così un brutto posto sul quale stare in missione…
Inutile dire che Nessuna notizia di Gurb è parecchio divertente da leggere. Con la sua ispirazione “spaziale”, potrebbe ricordare per certi versi il fondamentale Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams, anche se l’umorismo espresso qui da Mendoza è più cabarettistico che altro, e le situazioni surreali e ridicole nelle quali si trova coinvolto il protagonista sembrano tante gag di uno sketch comico, appunto. Ma lo ribadisco: Mendoza è un autore assai intelligente, e il divertimento che Nessuna notizia di Gurb assicura non è mai fine a sé stesso, mai generato solamente per suscitare risate e stop. E’ invece una sorta di “parodia della parodia”, ovvero una agile e veloce (118 pagine in tutto) caricatura della nostra società contemporanea così spesso irrazionale e contraddittoria, offerta in un modo che soltanto un punto di vista che non potrebbe essere più “alternativo” di quello di due extraterrestri sa offrire.
Che poi, a ben vedere, agli alieni di Mendoza capitati sulla Terra poteva certamente andare meglio, ma anche peggio, suvvia: ad esempio, se fossero finiti sul pianeta BWR 143, “che gira (come un idiota) attorno ad Alfa Centauri”, i quali abitanti si nutrono di melma e di bruchi pelosi…

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