International Idiocy Corp.

Il mondo è destinato a soccombere per mano degli idioti.
Per un semplicissimo motivo: le (rare) persone intelligenti, in quanto tali, sono sempre assai civili – la civiltà è figlia dell’intelligenza, non a caso. E da persone civili, assai spesso preferiscono non abbassarsi al livello degli idioti, essendo non solo arduo ma pure sostanzialmente inutile, mentre questi ultimi, da supremi incivili, si ritengono in diritto di credersi intelligenti, e di insozzare quella parte di civiltà rimasta ancora incontaminata dalla loro idiozia. Ergo, più passa il tempo più l’idiozia trova facilmente terreno fertile, rispetto all’intelligenza. E il mondo si adegua a questa dominante maggioranza per mero tornaconto, fertilizzando ancor più quel terreno.
E’ desolante, lo so. E probabilmente è un processo inevitabile, nel corso storico di ogni civiltà…

D’altro canto, forse il problema ha già la soluzione in sé… Dacché gli idioti lo sono al punto tale da, a un certo punto, sopprimersi da soli.
Già, forse conviene solo aspettare. Nemmeno tentare di de-idiotizzarli, prima che una tale pur potenzialmente buona azione si riveli un boomerang. In fondo Fichte, quando disquisiva di dotti e di loro missioni non aveva torto, ma era un filosofo, non un matematico, e con le quantità probabilmente non aveva molto la mano. Non aveva nemmeno la TV, d’altronde…
Aspettare insomma, e preservare l’intelligenza. Perché di questa si avrà sempre bisogno, in qualsiasi momento. Dell’idiozia, invece, si può e si deve sempre fare a meno.

Andrea Camilleri, “La rizzagliata”

Andrea Camilleri è Salvo Montalbano. Inutile dire come sia assolutamente stretto e pubblicamente riconosciuto il legame tra autore e personaggio, nel caso dello scrittore siciliano, anche grazie alla fortunata serie televisiva tratta dalle numerose storie scritte sul commissario di Vigata. E tuttavia viene quasi “difficile” iscrivere di diritto Camilleri nel club degli scrittori giallisti – come invece viene naturale fare con tanti altri, ad esempio un altro noto e simile “duo” come Simenon/Maigret – per come i suoi libri non siano semplici gialli, appunto, ma veri e propri romanzi nel senso più ampio del termine, autentiche e articolate narrazioni, storie che vanno spesso oltre la semplice trama poliziesca per tratteggiare tutta una scenografia geografica e umana stupenda per colpo d’occhio e raffigurazione letteraria, colorata poi con maestria rara se non unica nel romanzo italiano contemporaneo…

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Achille Campanile, “Celestino e la Famiglia Gentilissimi”

Leggere Achille Campanile è imprescindibile per chiunque voglia conoscere in modo considerabilmente valido la letteratura italiana, e non solo quella di natura umoristica. E se Campanile divenne noto soprattutto come grande umorista, il pensarlo e identificarlo solo in questa maniera sminuirebbe oltre ogni accettabile limite uno dei più grandi scrittori in lingua italiana del Novecento, maestro in quella particolare virtù letteraria del far ridere e al contempo far pensare – così come dovrebbe sempre essere lo humor: non un giochetto di battute fini a sé stesse, gettate lì soltanto per strappare una mera e sovente risata, ma viceversa una delle più affilate e letali armi di critica sociale (e non solo) che l’arsenale letterario presenta, efficace come forse nessun altra quando si tratti di puntare l’indice contro qualcosa che altrimenti la mente comune confonderebbe in mezzo a tutta l’altra becera normalità…
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Il baratto, un prodigio del Bagatto…

Baratto, certo… Forse niente di più potenzialmente attuale e virtuoso, nel plutocratico mondo di oggi…
BAGATTO-BARATTO è un progetto dell’artista bergamasca Clara Luiselli, cominciato nell’Aprile 2009 – recita il blog del progetto – che coinvolge persone, cose, storie, viaggi, ricordi. Tutto prende forma da un piccolo mago – un work in progress – tanti oggetti che di volta in volta vengono barattati – un mazzo di carte – tante storie che si intrecciano – persone che si raccontano attraverso un oggetto – un gioco infinito.
Una sorta di performance narrativa collettiva a sviluppo quasi casuale, anche “artistica” laddove sa rappresentare piccoli/grandi sprazzi di realtà, ovvero di emozioni, tramite il diretto racconto di chi ne è soggetto…
Dategli un occhio… Magari il prossimo oggetto in baratto potrà fare al caso vostro…