10+1 cose che oggi, 21/12/12, dovrebbero veramente finire, a questo mondo…

Maya_1_300SORPRESA! Oggi, 21 Dicembre 2012, non c’è stata nessuna fine del mondo! Ma tu guarda!!!
E questo non perché i Maya fossero degli idioti, semmai perché parecchi autentici idioti (ma furbi) al giorno d’oggi, pur di far parlare di sé, sono stati capaci (e continuano ad esserlo) di far credere ad altri pari idioti (e ingenui) le più gigantesche e allucinate stronzate.
Tuttavia, nell’attesa che, non essendoci stata del mondo alcuna fine, venga quanto meno messa fine alla carriera di Roberto Giacobbo in qualità (meritatissima) di capro espiatorio generale, il quale per mesi interi ha sproloquiato dalle TV (pubbliche, dunque spendendo soldi nostri!) e scritto libri sull’argomento, guadagnandoci chissà quanto denaro e facendosi credere uno “scienziato” da tanti dei suddetti ingenui idioti, mi piacerebbe parecchio che alcune cose finissero, oggi o da oggi… Inutile dirlo, la lista potrebbero essere chilometrica; diciamo che mi sono affidato all’istinto del momento, mettendo per iscritto (in ordine assolutamente sparso) le prime dieci cose che mi sono balzate in mente…:

10. La fertilità della madre dei cretini.
9. La presunzione e l’arroganza dell’uomo di considerarsi il padrone del mondo, a discapito di ogni altro essere vivente e dello stesso pianeta.
8. Lo stato di catalessi mentale nella quale versa buona parte della (nostra) società.
7. Le banche, la finanza deviata che hanno creato e il loro ingannare la gente comune.
6. La benzina, e intendo proprio che non ce ne sia più, nemmeno una goccia, così forse si capirà che le auto dovrebbero finalmente consumare carburanti il cui scopo principale sia quello di muoverle inquinando il meno possibile, e non quello di fare ricchi e potenti pochi oligarchi.
5. Le stragi di persone innocenti, e in particolare di bambini.
4. La fame nel mondo (e quelli che su di essa ci speculano).
3. La violenza sulle donne, e il maschiocentrismo in generale.
2. I politici (il che non significa la “politica”, sia chiaro!) italiani, e che finiscano dove non è proprio elegante dire.
1. L’ipocrisia e la falsità delle gerarchie religiose, e i danni che provocano nelle società.
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10+1 cose, scrivevo, e infatti vedete pure un numero O (zero): c’è per far che voi siate liberi di pensare cos’altro dovrebbe finire, e anche perché, ahinoi, potrebbe esserci altro di peggiore rispetto alle cose sopra indicate, e che per un motivo o per l’altro non conosciamo ancora…
Ribadisco: è un elenco istintivo, superficiale quanto si vuole, ma a suo modo indicativo – soprattutto di una chiarissima evidenza: il mondo non è finito oggi e dunque, cara razza umana, vedi di non fare che finisca domani o dopo ovvero non per via della tua sovente inopinata stoltezza! Ecco. Vediamo di evolverci veramente e di rendere questo nostro pianeta, in tutto, per tutto e dappertutto, un bel posto in cui vivere. Altrimenti ci sarà da pensare che questo 21/12/12 sia stata soltanto un’occasione persa

Il “club” della letteratura italiana: sempre più privato, elitario, esclusivo! (praticamente un ghetto, ormai…)

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Dunque…
La realtà delle cose, e le verità che ne conseguono, devono basarsi su dati concreti per poter essere indicative, rivelatrici, eloquenti, giusto? Perché, come si usa dire, la matematica non è un’opinione, vero? Quindi, una somma è una somma e una sottrazione una sottrazione, non può certamente essere che sia viceversa, o no?
Bene. Due dati – o due gruppi di dati, per essere più precisi. Il primo: durante l’ultima edizione di Più libri più liberi, la fiera dell’editoria indipendente di Roma da poco conclusa, è stata presentata la più aggiornata indagine Nielsen sulla vendita dei libri in Italia, dalla quale si evince che Migliora nella seconda parte dell’anno l’andamento del mercato. A fine ottobre si rileva infatti una piccolissima ripresa, dopo il consistente calo dei consumi del libro, che arriva a segnare un -7,5% a valore (pari a 82 milioni di euro di spesa in meno nei canali trade): un segno meno ancora importante, certo, che però indica un progressivo recupero se si considera che il mercato registrava un -11,7% a fine marzo e un -8,6% a inizio settembre. Si noti bene: migliora nella seconda parte dell’anno l’andamento del mercato perché lo stesso ha perso meno (!) dei trimestri precedenti, il che la dice lunga su come stiamo messi a libri e lettura, in Italia…
Il secondo: è appena uscito l’Annuario Statistico Italiano, redatto come sempre dall’ISTAT, il quale “fotografa”, per così dire, lo stato della società nelle sue evidenze più quotidiane. In esso, nel capitolo su spettacoli e cultura, si può ricavare che aumenta invece la produzione di libri. Nel 2010 ne sono stati pubblicati 63.800, rispetto ai 57.558 dell’anno precedente, per una tiratura complessiva di oltre 213 milioni di copie. Quasi quattro volumi per ogni abitante. La produzione editoriale registra una ripresa sia per i titoli (+10,8% in un anno) che per la tiratura (+2,5%).
Ok, questi i dati concreti. Quindi, in buona sostanza e per dirla in breve: in Italia si legge sempre meno e si comprano sempre meno libri ma se ne pubblicano sempre di più. Addirittura quattro per ogni abitante di una popolazione i cui due terzi in un anno non ne legge nemmeno uno, di libro.
Uh?!?
Ma… Sbaglio, o qui c’è qualcosa che non quadra?
Ri-sbaglio, o è come stare su una barca che ha una grossa falla nello scafo, e chi la governa di falle ne fa altre nella convinzione che così dalla prima entrerà meno acqua?
Dite che sono un pessimista, un malfidente, un disfattista o altro del genere se penso ciò?
O forse, si sta solo avverando quello che ritengo/temo (scherzandoci su, ma anche no) da parecchio tempo: essendo la categoria dei lettori prossima all’estinzione, i libri ce li venderemo tra di noi autori. Ce li scriveremo e ce li leggeremo internos, insomma! Certamente ce li stroncheremo pure (d’altronde si sa, siamo invidiosi e rivali l’un verso l’altro dacché ognuno pensa di essere migliore di chicchessia, ed è pure giusto che sia così – anzi! – se non fosse che, a volte, la vanagloria e la superbia fanno del più apprezzabile talento pur da alcuni palesato un ottimo motivo per sculaccioni alla vecchia maniera, come a bimbi prepotenti, villani e capricciosi), ovviamente nemmeno li compreremo più perché la cosa non avrà più senso (come se in un ristorante i piatti preparati se li mangiassero cuochi e camerieri, non essendoci più clienti da servire) e quindi, a nostra volta, andremo allegramente verso la dissoluzione del meraviglioso (un tempo) mondo dei libri e della letteratura…
Sto esagerando, certo! Ma, scherzi a parte, il pericolo c’è ed è pure molto serio, anche per come i dati suddetti palesano, una volta ancora, l’estrema insensatezza del comparto editoriale italiano (e di quei grandi gruppi che lo compongono per buona parte, controllando di rimando il mercato), ormai biecamente votato alla più gretta quantità a totale discapito di qualsivoglia considerabile qualità letteraria, a meri fini di cassa, guadagno nudo e crudo, denaro demonicamente stercoso, valori bassamente finanziari – altro che letterari, culturali e sociali! Hanno – sì, anche loro, gli editori e chi li padroneggia, non solo loro ma anche… – disabituato la gente alla lettura, l’hanno incollata davanti alla TV, l’hanno rincretinita con essa, e questi sono i risultati: una stortura assoluta e inopinata, così come è palesemente distorta quell’equazione tra lettori e libri sopra esposta. E, a ben vedere, se si hanno più libri a disposizione e si legge di meno, si potrebbe supporre che sia anche per la sempre più scarsa qualità di quanto viene pubblicato…
Insomma: non solo noi autori (dacché ci stiamo tutti quanti, in tale situazione) ci ritroveremo nel nostro privatissimo “club” a guardarci negli occhi, non avendo più lettori e quindi non sapendo che altro fare, ma vi resteremo chiusi dentro con le chiavi gettate chissà dove, e rischieremo pure che gli scaffali sovraccarichi di libri cedano, e ci seppelliscano… Solo che, nel caso, essere sepolto dal Dorian Gray mi potrebbe anche stare bene, ma dalle Cinquanta sfumature… Proprio no!

Il podcast della puntata #6 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #6 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 17 Dicembre 2012! Puntata intitolata 80 voglia di anni 80!“ e moooooolto speciale, ospitata e in onda live dai Megamix Sound Studio di Milano e che a sua volta ne ospita il conduttore: Nightjay (il quale a propria volta ospiterà lo scrivente: dunque, il sottotitolo della puntata potrebbe essere l’ospite dell’ospite dell’ospite!), nome e personaggio che gli ascoltatori di RCI certamente conoscono bene come conduttore de Il Suono dei Ricordi, e ancor più in questa puntata potranno conoscere come grande esperto e cultore degli anni ’80! Perché MEGAMIX_SoundStudio_SMALL_TEXTURE_BLACK_151proprio di questo celeberrimo decennio si disquisisce in questo appuntamento con RADIO THULE: un periodo della nostra epoca recente per certi aspetti controverso, da alcuni ritenuto favoloso, da altri “oscuro”, eppure nel bene e nel male fondamentale per il nostro presente e ricco di spunti sociali, culturali e di costume ancor oggi (e sovente rispetto a quelli di oggi) assolutamente interessanti e intriganti.

Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE all’anno venturo: lunedì 14 Gennaio 2013! Save the date e, per ora, buon ascolto!

Agatha Christie, “Dieci piccoli indiani”

cop_diecipiccoliindianiLo so, lo so bene, qualcuno di voi potrebbe fin da subito pensare: beh, e chi è costui (cioè lo scrivente) per disquisire di e su Agatha Christie, ovvero sull’autrice inglese più tradotta della storia – anche più di Shakespeare! – e sui suoi celeberrimi romanzi gialli, peraltro senza scrivere cose che già altri nel tempo hanno scritto, nelle decine di milioni di pagine che si possono rintracciare sulla Regina assoluta della giallistica d’ogni tempo, dentro e fuori dal web? Vero, lo ribadisco, e ne sono ben conscio, tanto più che lo scrivente non si può nemmeno definire un così grande esperto di letteratura gialla…
Ma proprio questo è il punto. In verità ho letto in passato molti romanzi gialli, e di sfumature diverse – dal paglierino meno intenso al nero più cupo – e dovendo ora impegnarmi in un nuovo progetto letterario (e poi, mi auguro, editoriale) proprio di genere giallo (ma del tutto particolare, come nel mio stile), mi sono stilato una sorta di approfondito piano di studio della materia, dal punto di vista storico, tecnico e, naturalmente, letterario, al fine di conseguirne una conoscenza il più possibile dettagliata e intima. In quest’ottica, leggere Agatha Christie è veramente come imparare i nodi marinari per chi voglia attraversare l’oceano in barca a vela: è la base fondamentale del romanzo giallo, e il faro da cui farsi maggiormente illuminare e da seguire per poter imboccare la rotta migliore possibile.
Mi preme infatti qui mettere in evidenza proprio questa notevole peculiarità che un’autrice come la Christie ha, rispetto al genere letterario che più ha prodotto nella sua lunga e prolifica carriera: la valenza didattica di molti suoi romanzi. Proprio come Dieci piccoli indiani (Mondadori, con traduzione di Beata Della Frattina e con prefazione e postfazione di Alex R. Falzon), romanzo ritenuto a tutt’oggi uno dei massimi esempi di “giallo classico” e dunque vera e propria scuola per chiunque voglia e debba maneggiare la letteratura di tal genere…

Leggete la recensione completa di Dieci piccoli indiani cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Questa sera, ore 21.00: RADIO THULE #6-12/13, live in FM e streaming su RCI Radio!

Lunedì 17/12, ore 21.00, live su RCI Radio 91.8/92.1 FM e in streaming:
RADIO THULE, anno IX, puntata #6:
80 voglia di anni 80!
Ovvero: puntata moooolto speciale, questa di RADIO THULE, che infatti sarà ospitata e andrà in onda live dai Megamix Sound Studio di Milano e a sua volta ne ospiterà il conduttore: Nightjay (che a propria volta ospiterà lo scrivente: dunque, il sottotitolo della puntata potrebbe essere l’ospite dell’ospite dell’ospite!), nome e personaggio che gli ascoltatori di RCI certamente conoscono bene come conduttore de Il Suono dei Ricordi, e ancor più oggi potranno conoscere come grande esperto e cultore degli anni ’80! Perché proprio di questo MEGAMIX_SoundStudio_SMALL_TEXTURE_BLACK_151celeberrimo decennio si occuperà la puntata di RADIO THULE di questa sera: un periodo della nostra epoca recente per certi aspetti controverso, da alcuni ritenuto favoloso, da altri “oscuro”, eppure nel bene e nel male fondamentale per il nostro presente e ricco di spunti sociali, culturali e di costume ancor oggi (e sovente rispetto a quelli di oggi) assolutamente interessanti e intriganti.

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI, oppure QUI per lo streaming in HD. E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: save the date e stay tuned!